Tra i tanti auguri che ho ricevuto mi hanno fatto molto piacere quelli di due "Chiara" che mi chiamano Zio pur non essendolo in senso stretto.
E' vero che voglio loro bene come a nipoti vere ma c'è un affetto particolare in quel chiamarmi "zio" per scelta e non per dovere di parentela, ed è un segno di amore e di rispetto quando sento i miei figli chiamare zio e zia, Paolo, Milena, Steve, Liddy, insomma gli amici che sono entrati ormai nella famiglia e nel cuore.
Nel libro che ho appena letto c'è un accenno al ruolo dello zio in africa, vero tutore a cui chiedere la mano della possibile sposa e consigliere d'elezione per le scelte importanti.
Per i miei nipoti "costoni" (si dice così in dialetto bresciano) gioisco dei successi e mi rattristo quando li vedo sprecare il loro talento ma non li riesco mai a rimproverare come forse dovrei, l'affetto ha sempre la meglio: basta un messaggio come questo e mi sciolgo.