Da quando Facebook si prende la scena, vedo diminuire i messaggi su Twitter e ho una sensazione: è come se avessero aperto un nuovo bar, con gli snack, la musica tecno in sottofondo, l'happy hour e alla vecchia osteria sotto i portici restano in pochi a giocare a briscola bevendo un semplice bicchiere di vino rosso.
Era così da "La Rossa" a Desenzano, una volta ci andavano anche gli studenti magari per saltare una lezione antipatica oltre che gli anziani a giocare a carte e nella sua semplicità c'era un calore come un abbraccio.
Ora gli anziani giocano a carte nei centri sociali, pratici certamente ma a me fanno tristezza e gli studenti non sentono il profumo di trippa mentre parlottano nell'angolo nascosti alla vista da fuori.
Facebook è chiassoso, dinamico, esagerato, frettoloso, su Twitter c'è calma e frasi ovattate scandite dalla pendola dei mouse che fanno click di tanto in tanto, c'è l'essenza del testo e qualche link come essenziale è un mazzo di carte e una lavagnetta con i gessi per segnare chi pagherà il giro dei binchini.
Da La Rossa potevi stare finchè volevi, la signora non ti pressava, non ti chiedeva nulla, su Facebook la frenesia è palpabile e io preferisco tutti i giorni fare un giro su Twitter come se quel caffé sorseggiato mentre leggi il giornale ti desse, oltre che il buon giorno, il senso delle cose.