Vai, vai, nel cielo vai…

Goofy003 Qualche giorno fa guardavo in tv un cartone di Pippo tra i miei preferiti, quello in cui vuole costruirsi un aereo e volare canticchiando "Vai, vai, nel cielo vai…" e mi ritrovo ancora a fantasticarci su.

Pippo è il mio personaggio Disney preferito: Topolino è troppo saccente e Paperino ha sempre quella sottile cattiveria che me lo rende antipatico.

Pippo invece è un sognatore, gli insuccessi non lo demoralizzano, vede le cose in un altro modo non per bizzarria ma perchè il suo è il mondo delle cose che altri non vedono.

Sulla scrivania avevo un pupazzetto di Pippo col giubbotto da pilota e uno di Luke Skywalker con la spada laser (che c'è da ridere? perchè un Amministratore Delegato non dovrebbe avere sul tavolo i suoi pupazzetti preferiti?) e mi sa che andrò negli scatoloni che da tre anni giacciono in cantina con il contenuto degli armadi e dei cassetti del mio ufficio e mi andrò a riprendere il mio Pippo perchè ha ancora una bella storia da raccontarmi.

Leonardo, la pittura, la musica

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Parlando di musica come forma d'arte e delle sue peculiarità, ieri Elena mi ha segnalato uno scritto di Leonardo che offre un sacco di spunti di riflessione.

Per Leonardo la musica è la "sorella minore" della pittura e "la pittura eccelle e signoreggia la musica perché essa non muore
immediate dopo la sua creazione, come fa la sventurata musica, anzi,
resta in essere, e ti si dimostra in vita quel che in fatto è una sola
superficie.
"

Ma è proprio nel nascere e morire continuo della musica, nell'essere arte in continuo divenire, capace di raccontare il tempo come nessuna altra forma d'arte che questa "sorella minore" ha delle grandi qualità.

Nella sua difesa della pittura dice che "Quante
pitture hanno conservato il simulacro di una divina bellezza di cui il
tempo o morte in breve ha distrutto il naturale esempio, ed è restata
piú degna l'opera del pittore che della natura sua maestra!
"
e cioè che nell'opera pittorica c'è il senso di eterno che supera la realtà anche quando questa scompare e poi dice, nel confrontare musica e poesia:

"E
la musica ancora fa nel suo tempo armonico le soavi melodie composte
delle sue varie voci, dalle quali il poeta è privato della loro
descrizione armonica.

E
benché la poesia entri pel senso dell'udito alla sede del giudizio
siccome la musica, esso poeta non può descrivere l'armonia della musica
perché non ha potestà in un medesimo tempo di dire diverse cose
" la musica è in grado di dire più cose contemporaneamente entrando "pel senso dell'udito alla sede del giudizio" ed è proprio quello che voglio dire quando si pensa ai sistemi complessi: vedere simultaneamente più cose come un tutt'uno.

Per il mondo visibile c'è la pittura mentre per l'invisibile c'è la musica dice ancora Leonardo "E
per questo il poeta resta, in quanto alla figurazione delle cose
corporee, molto indietro al pittore, e delle cose invisibili rimane
indietro al musico.
"