Sono alcune settimane che giro e rigiro in testa il tema della mia prossima conferenza e di come fare a rendere comprensibile e accattivante quello che voglio dire.
Voglio far riflettere sulla difficoltà a comprendere i sistemi complessi, sulla imprevedibilità che pervade il mondo della tecnologia e della sicurezza mentre si pensa che la tecnologia sia il campo dell'esattezza e dell'infallibilità.
Ne ho avuto una ulteriore prova stasera alla "Serata d'Ascolto" su John Coltrane, che poi è andata benissimo: mancava un cavo di alimentazione di uno degli altoparlanti (poco male, una corsa alla Scuola a recuperare un cavo da un amplificatore), il videoproiettore ha il menu bloccato e nessuno ricorda la sequenza di tasti per sbloccarlo altrimenti serve che il computer sia collegato ma l'input è bloccato sull'ingresso digitale (il mac ce l'ha ma ho dimenticato il raccordo per collegare il video esterno) e il pc ha solo l'uscita VGA.
Ulteriore corsa a casa di Milena a recuperare il raccordo per il mac, trasportiamo la presentazione da PC a MAC e ci salviamo: ogni volta che si aggiunge una variabile il sistema diventa più complesso, enormemente più complesso e basta un cavo, un raccordo mancante, un settaggio sbagliato che il tutto si blocca.
Poi la musica ha sciolto la tesione e mi convinco sempre più che, dato che la musica è un sistema a tante varriabili, sia la metafora giusta da seguire per spiegare i miei pensieri.
Di certo userò Bach.