Questa l'ha detta un amico su Facebook e la regalo a tutti i miei amici buddhisti, davvero stupenda:
"Gesù salva, ma Buddha fa backup incrementali."
Pensieri e riflessioni non solo sulla tecnologia ma su molte cose che mi fanno pensare
Questa l'ha detta un amico su Facebook e la regalo a tutti i miei amici buddhisti, davvero stupenda:
"Gesù salva, ma Buddha fa backup incrementali."
Ho ascoltato con attenzione Renato Soru a "Che tempo che fa", ed essendo appena stato in Sardegna mi interessava capire o almeno avere un'impressione.
Mi è sembrato lucido e determinato, sicuramente in campagna elettorale: parole forti, non dette a caso, chiare nel dare agli elettori una precisa immagine di sè. Chissà se la telecamera di taglio fosse una sua scelta, ma contrariamente a quello che fanno tutti i politici lui non ha cercato visibilità per sè ma voleva che il suo messaggio arrivasse ed è arrivato.
– Deciso difensore dell'ambiente
– Fortemente legato alla sua terra
– Imprenditore di successo ma attento ai lavoratori (la sua frase su Tiscali)
– Non disposto a compromessi
– Eticamente corretto (si è dimesso proprio mentre altri non lo fanno)
– Serio e nessun atteggiamento piacione
– Idealista, quell'accenno a Gramsci un capolavoro
– Senza manie di grandezza, gli accenni alla sua visione della vita
– Il suo progetto ha l'obiettivo di migliorare la vita della gente (lo ha detto 3 volte)
Da manuale, davvero bravo. Spero che i miei studenti lo abbiano visto perchè ci sarebbe molto da analizzare nel corso di comunicazione d'impresa come abbiamo fatto con Obama.
C'è anche mio fratello in questi giorni in Pusteria, lui è a Rasùn e dato che sia la val Fiscalina che la val Campo di Dentro sono chiuse per pericolo di valanghe, ci diamo appuntamento a metà strada fra noi, a Dobbiaco.
Ci godiamo quindi una bellissima passeggiata nella piana che c'è tra Dobbiaco e Villabassa, in pieno sole e con tanta tanta neve a riempire lo sguardo.
Due ore di chiacchiere a parlar di tutto ma non chiedetemi di cosa abbiamo parlato perchè non saprei dirlo: è così che deve essere.
Ci sono gesti densi di significato in cui all'azione delle mani e degli occhi vanno di pari passo i ricordi.
Preparare il presepio in casa mia era compito di mia madre ma a mio padre spettava il segno finale: la posa del Bambin Gesù alla mezzanotte del 24.
Ogni anno in questi giorni preparo il presepio qui a Sesto perchè mi piace che mi accolga quando poi torniamo per le vacanze di Natale: è un bell'oggetto della Thun che ho chiesto esplicitamente in regalo a mia mamma qualche anno fa e che poi su mia richiesta gli amici hanno arricchito con i vari personaggi.
In questo modo compio il mio rito pagano. Celebro ogni anno la rinascita, con i miei genitori nella mente e gli amici tutti intorno.
Immagino un giorno quando toccherà ai miei figli posare il Bambin Gesù nei loro prespi e assieme ai loro figli racconteranno una bella storia: "… era mio padre che metteva il Bambin Gesù e così aveva fatto il nonno e così faccio io e un giorno farai tu…"
Avrei dormito ancora volentieri ma Blue ha i suoi orari e non coincidono con i miei.
Mi imfagotto più che posso per non perdere il torpore che mi servirebbe poi per tornare a dormire ma i -6 di questa bella mattina riescono a passare sotto il pile e la giacca a vento.
Dichiaro che sono sveglio.
Tanto vale che mi goda il lento sorgere del sole di una bellissima giornata.
Arrivare da Cagliari e trovare un metro di neve fa un certo effetto.
Stamattina c'era anche un pochino di sole che ora sta scomparendo dietro le nubi e in cuor mio spero che nevichi, non perchè non ce ne sia già abbastanza ma perchè la nevicata rende tutto ancora più silenzioso e ovattato e il profumo dell'aria cambia.
Manco da tre settimane e tutto è cambiato e tutto è tornato come deve essere.
Non ricordavo il tempo di arrivare e di aveve ai lati della strada il "muro di neve" e Blue era disorientata nel cercare il prato dove di solito appena arriva va a fare i suoi bisogni: quando poi ha scoperto che la neve era un cosa in cui si affonda ma in cui si salta, era proprio felice.
Pian piano l'adrenalina della full immersion in Sardegna si stempera e con la seconda sinfonia di Brahms in sottofondo lascio che la stanchezza mi impigrisca quel tanto che basta per farmi coccolare dal paesaggio.
Non fa nemmeno troppo freddo e le strade sono ben pulite come sempre per cui Marina è già in fermento per andare a farsi una bella passeggiata, io rimando a domani.
Cerco di tenermi un pochino di voglia di lavorare perchè devo andare a comperare i tronchetti per
accendere la stufa, e vedere di sgomberare un po' di neve dal tetto
sopra lo studio, almeno perchè la luce filtri dall'abbaino.
Per oggi poi ho deciso che non faccio altri lavori se non preparare la lezione di martedì anche perchè alle 6 c'è la sfilata dei Krampus i diavoli che accompagnano San Nicolò e vorrei uscire a vederla.
Ascoltando il suggerimento di uno dei senior del lab OpenSource che ho
visitato oggi sono andato a cena da Su Cumbidu (l’invito) via Napoli 11.
Menù praticamente fisso: antipasti, 2 primi, 3 assaggi di carne,
porceddu, agnello, vitello, frutta, dolcetti, acqua vino e caffè il
tutto per 25 euro.