Su una sola cosa sono d’accordo delle molte che ha detto il prode Cavaliere quando è sbottao affermando: "allora vuol dire che gli imbecilli sono scesi in campo" si riferiva ovviamente, come spesso fa, a se stesso e lui alle discese in campo ci è abituato.
Un peccato
E’ morto Michael Crichton, uno dei miei scrittori preferiti, quello di Jurassic Park, di Viaggi, di Stato di paura, l’inetore della serie E.R.
Peccato perchè aveva solo 66 anni e una talento straordinario che gli avrebbe certamente fatto scrivere ancora libri stupendi con quel suo stile meticoloso nei dettagli tecnologici e accurato nelle riflessioni scientifiche.
Bun viaggio a te Michael!
La classe
Non c’è dubbio, il discorso con cui Mc Cain riconsce la vittoria di Obama è un esempio di grande classe politica e umana. Inizia dicemdo "Gli americani hanno parlato e hanno parlato chiaramente, un momento fa ho avuto l’onore (si dice l’onore!) di chiamare il senatore Barak Obama e di congratularmi per essere il presidente del paese che entrambi amiamo".
Fantastico!
E poi ne tesse le lodi, e l’ammirazione per ciò che ha fatto, davvero una lezione.
Icona
Riguardo il discorso di Obama su YouTube e noto l’arte oratoria raffinata: come zittisce 85.000 persone solo con il suo fare silenzio, da manuale!
E poi come immediatamente diventa "icona", non è più il candidato, il sig. Barak Obama, diventa subito Il Presidente degli Stati Uniti, un’icona, consapevole del suo ruolo istituzionale: non sorride, non ammicca, non scherza, non parla della vittoria ma della sua gente.
Le sue parole sono semplici e chiare come è proprio dei discorsi che fanno storia, parla a braccio e guarda in tutte le direzioni e subito, come un vero vincitore, ringrazia lo sconfitto e lo onora con parole che non si sono mai sentite nella politica Italiana, incenerisce con lo sguardo i mormorii che si levano al suo nome e ne traccia un profilo eroico, che come insegnano i poemi epici esalta ancora di più la grandezza del vincitore e dice che lavoreranno assieme per il bene del paese.
Ringrazia il suo vice, ringrazia la moglie (fantastica la sequenza : "best friend, rock of our family, the love of my life, the nation’s next first lady"), promette il cucciolo alle figlie, quando parla di vittoria dice che non è la sua vittoria ma è la vittoria della gente.
(nel filmato togliete l’opzione visualizza commenti per non avere il fastidio dei link agli altri filmati)
Elenca le sfide ma subito dice "Non ho il minimo dubbio che ce la faremo", dice che ci saranno errori e che non sempre la gente sarà contenta delle sue scelte ma che sarà onesto e ascolterà specialmente quando non ci sarà accordo.
La vitoria non è il cambiamento atteso è la condizione che ci permette di cambiare. E ancora si rivolge ai principi fondanti e ribadisce che lo sforzo deve essere di unità "we are not ennemies" e dice "sento le vostre voci e avrò bisogno del vostro aiuto" e ribadisce che ci sarà una nuova leadership non basata sui soldi o le armi ma dal potere delle idee "democrazia, libertà, opportunità, speranza".
Il finale è un crescendo degno di Rossini con la storia della vecchietta di 106 anni che è andata a votare e racconta cosa ha visto ma ci sono stati tanti cambiamenti (e inizia il ritornello "yes we can" a bassa voce, senza enfasi a cui la gente risponde come una preghiera) e guarda al futuro e parla dei figli, di cosa vedranno di quali progressi saranno testimoni, a seconda di ciò che faremo noi oggi.
Il discorso
Ho passato la serata sul divano, sonnecchiando tra un exit poll e l’altro e sono contento di essermi svegliato all’alba in tempo per ascoltare in diretta su CNN il discorso di Obama.
Serio, lucido, parlava a braccio ma con un discorso che ha detto molte cose in una sola: possiamo cambiare il mondo.
Fantastiche le metafore e all’idraulico di Mc Cain ha contrapposto la nonnina che ha visto un nuovo mondo e ha chiesto "che mondo vogliamo che vedano i nostri figli?".
Straordinaria la coreografia e sebbene faccia venire i brividi la politica quando diventa spettacolo, non c’è dubbio che quando si tratta di creare emozione e consenso a un’idea grande, l’oratoria, il lavoro, l’attenzione che Obama ha messo in campo sono una lezione per tutti.
Pastweb
Dopo quasi un mese e mezzo di call centers che ogni volta ti rimbalzano su un altro, di tecnici che vengono e vanno senza installare, di fibra che non c’è, ma no, ma si, li ho mandati a stendere: ho detto a Fastweb di tenersi la loro ADSL.
Chiamato al volo il mitico Giancarlo Ariosto, grande esegeta dei listini di telecomunicazione, benchmark vivente delle offerte dei diversi operatori, gli ho chiesto un consiglio e lui si è messo al lavoro con tempestività che Fasweb si sogna: abbiamo scelto Vodafone. Fa tutto lui e in un paio di giorni dovrei essere attivo.
10 euro per un volo Europa-Usa
Leggo su Wired che Ryanair sta pensando a un servizio low-cost ra Europa e Usa: 10 Euro one way.
Se l’avvieranno davvero, sarà una bella batosta per tutti gli operatori e un paradiso per noi viaggiatori.
Con buona pace di Alitalia.
Una bella lezione
La seconda lezione allo IED è andata davvero bene e devo dire che i ragazzi sono stati attivi e pronti al dialogo come speravo che fosse.
Era la seconda puntata della "teoria" della comunicazione d’impresa ma abbiamo anche cominciato a sperimentare e ad applicare le teorie alla pratica: ne è venuta fuori una "promessa" di un’ipotetica campagna di un’azienda di acqua minerale (avevo in mano la bottiglietta) che abbiamo definito avere come modello di riferimento Raoul Bova e sono uscite due formulazioni davvero intriganti: "La nostra acqua ti massaggia l’anima" e "Calma i bollenti spiriti".
Siamo poi passati a una elaborazione su Moleskine (la ragazza nel primo banco ne aveva una) ed è venuto fuori "Cento righe per iniziare il tuo romanzo".
Non hanno ancora ben ben chiara la differenza tra visione-missione-promessa e su cosa voglia dire davvero "fare in modo che la marca sia una star" ma siamo sulla buona strada, adesso abbiamo soprattutto esercitazioni e l’applicazione diventerà chiara.
Pubblicità negativa: non funziona
Uno spot cattivo piazzato al momento giusto è come uno sgambetto: può far cadere anche i baldanzosi.
Ne sa qualcosa l’ex sindaco di Desenzano che a chiusura della campagna elettorale si trovò il solito volantino che gli attribuiva una (inesistete) volontà di costruire una moschea e snobbare gli è costato caro, non tanto quello specifico evento, quanto la forza della comunicazione e l’ubbidienza ad alcune delle sue leggi.
Se invece, come stanno facendo i Repubblicani in questi ultimi giorni, gli spot cattivi e la denigrazione sono reiterati, si perde l’effetto sgambetto e si rischia l’effetto opposto favorendo l’avversario.
In entrambi i casi, sgambetto o raffica di cattiverie, è un segnale di forte difficoltà che denota più paura di perdere che voglia di vincere, più forza della disperazione che forza della visione: se si è ben lavorato prima creando un forte posizionamento e una campagna capillare e dialogante, l’inefficacia della pubblicità negativa è sicura.
Ne parlavo oggi nella mia lezione su Séguéla e la sua campagna per far eleggere Mitterand alla presidenza in Francia con lo slogan "La force tranquille" e in cui per la prima volta la pubblicità ben fatta decreta la vittoria di un candidato a parità di altri mezzi e in cui i tentativi di denigrazione da parte di Giscard d’Estaing, presidente uscente, non fecero altro che rafforzare ancor di più l’immagine e la solidità di Mitterand.
Ho l’impressione che Mc Cain sia in seria difficoltà
Mostra al MOMA
Stavo andando a letto ma sono andato a "sbattere", saltando da un link all’altro, sulla pagina di una mostra di design allestita al MOMA, il museo d’arte moderna di New York che si chiama "Design and the elastic mind": trovo davvero bella l’interfaccia utente, come si svilupano i link, l’iconografia.
Sarà perche la curatrice è un’ italiana, Paola Antonelli?