Strafalcions

Non sono solo gli spammers e costruttri di siti falsi di phishing a scrivere in italiano maccheronico: uno degli amici di Equiliber, Eugenio Prosperetti, un avvocato esperto di "mondo digitale", ci ha fatto notare alcuni passaggi delle condizioni d’uso di Facebook.

Da morire dal ridere!

" Quando lei affigge il Contenuto di Operatore al Luogo, lei autorizza e ci dirige per fare tali thereof di copie come giudichiamo necessario per facilitare l’affiggere ed il magazzino del Contenuto di Operatore sul Luogo.
Affiggendo il Contenuto di Operatore a qualunque parte del Luogo, lei concede automaticamente, e lei rappresenta e garantisce che lei ha la destra per concedere, alla Società una licenza irrevocabile, perpetua, non-esclusivo, trasferibile,, completamente pagata, mondiale (con la destra al sublicense) di usare, copiare, pubblicamente eseguire, pubblicamente mostrare, riformattare, tradurre, l’estratto (nell’intero o nella parte) e distribuire tale Contenuto di Operatore per qualunque scopo, commerciale, la
pubblicità, o altrimenti, su In connessione col Luogo o il thereof di promozione, preparare i lavori derivati di, o incorpora negli altri lavori, tale Contenuto di Operatore, e concedere ed autorizzare il sublicenses del rinunciare.
Lei potrebbe togliere il suo Contenuto di Operatore dal Luogo a
qualunque tempo.
Se lei sceglie di togliere il suo Contenuto di Operatore, la licenza concessa al di sopra di scaderà automaticamente, comunque lei riconosce che la Società potrebbe trattenere le copie di archived del suo Contenuto di Operatore. Il Facebook non afferma qualunque proprietà sopra il suo Contenuto di Operatore; piuttosto, come tra noi e lei, il soggetto ai diritti concessi a noi in questi Termini, lei trattiene la proprietà piena di tutto il Contenuto di Operatore e qualunque diritti di proprietà
intellettuali o gli altri diritti di proprietà sono frequentati il suo Contenuto di Operatore
".

Come fa notare il Quinta sarebbe divertente vedere l’effetto di qualcuno che fa causa a Facebook e fa sorridere il pensare che magari hanno pagato fior di quattrini di avvocati per fare la traduzione.

A me viene da riflettere su quante volte le persone, migliaia e migliaia, hanno cliccato "accetto" su queste terms and conditions senza averle minimamente lette (ci voleva un mastinno come Eugenio!) e a volte sono stupide come queste ma a volte potrebbero anche essere dannose o pericolose. In questa società della fretta potrebbero esserci sorprese spiacevoli, sia per Facebook che per noi.

Dal corso al workshop

Il corso allo IED sta andando davvero bene, i ragazzi rispondono agli stimoli e alle richieste di intervento dapprima esitando ma poi sempre più coinvolti.

Oggi è iniziata la parte interattiva in cui i ragazzi devono creare un’azienda fittizia e farne l’analisi della comunicazione e costruire Vision Mission e Promessa e mi pare che stiano entusiasmandosi al fare come è giusto che sia: mi faciliteranno di gran lunga il compito all’esame, se va avanti così meriteranno tutti ottimi voti.

Notspeakinginmyname

Mi sembra interessante l’iniziativa di Not Speaking in my name, che dopo le dichiarazioni del Cavaliere sull’abbronzatura di Obama raccoglie foto che si dissociano e chiedono scusa.

Trovo interessante la forma di protesta e l’idea che il web si presti a forme di politica o di non-politica i cui effetti sono imprevedibili: dal totale oblio, all’efficacia nulla, alla raccolta di fondi che possono far eleggere un presidente Usa.

Multivioloncela

Appel_3All’inaugurazione dello spazio di Viandanze stasera c’era anche Daniela Savoldi, la mia maestra di violoncello che passa dal Festival Tenco, a Rai Due a questo palchetto di periferia. Eccola lì al centro della foto con la sciarpetta arancione che tiene il ritmo a voce.

Lei è una musicista eclettica senza dubbio, oltre al violoncello è vicina al diploma di chitarra classica, canta e suona le percussioni con questo gruppo di samba afro beat gli ApPel.

Il suo dna brasiliano si sente ma soprattutto si vede da quanto si diverte e per ringraziarla di tanta passione musicale ecco un microvideo girato stasera, montato al volo e messo su YouTube.

La nuova sede di Viandanze

Fausto_6
Un Fausto Ghirardini in grandissima forma e felice di avere finalmente uno spazio, ha inaugurato oggi la nuova sede della sua Viandanze, il laboratorio di teatro che da tanti anni si sforza di tenere viva e di sviluppare la cultura teatrale a Desenzano.

Opera difficile e doppiamente meritoria perchè, come per la Scuola di Musica, il tutto si fa sempre con pochi aiuti e il disinteresse delle pubbliche amministrazioni ma con un grande abbraccio del pubblico e di tutti i ragazzi che grazie ai suoi laboratori imparano a muoversi, imparano a stare in scena e ad esprimere le loro passioni.

Ora il nuovo spazio teatrale, ricavato in un capannoncino artigianale dismesso nella periferia di Desezano, dopo tanto lavoro si è trasformato in uno spazio caldo e accogliente e con un micro teatro che fa tanto off-Broadway e cultura underground.

Una ricchezza come una sorgente d’acquaa nel deserto, spero che questo posto si animi, viva con tutti quelli che stasera erano qui a fare festa con lui.

Grazie a Fausto per quello che fa.

Prato verde o Blue?

Blue_2Blue, la nostra bernese sta crescendo a vista d’occhio e domani compie sei mesi.

Le è rimasto senza dubbio l’imprinting del luogo di nascita, una fattoria nelle alpi austriache, perchè appena può preferisce stare all’aperto al fresco. Da qualche tempo si è messa a scavare buche in cui forse vuole interrare i suoi giocattoli o semplicemente è allegra e scavare la diverte, fatto sta che il prato verde davanti a casa è diventato un mezzo disastro.

Non credo ci siano molte alternative, e devo sperare che con il tempo la sua esuberanza si contenga un pochino o forse chiederò a Laura la mia esperta di educazione canina qualche suggerimento per contenere tanta perizia mineraria o devo rinunciare, e non mi pare il caso, al prato.

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Eccola soddisfatta con un pezzo di tubo dell’irrigazione automatica che ha pensato bene di staccare e di rosicchiare: mi consolo, se fa danni all’esterno non danneggia scarpe e altre cose dentro casa come ha fatto all’inizio mangiandosi una ciabatta di Marina e scavando un bel solco nel portoncino d’ingresso.

Cencinquanta

In apertura della Serata d’Ascolto ieri sera Alberto Cavoli, direttore della Scuola di Musica, ha annunciato che gli iscritti hanno superato la soglia dei cento cinquanta: davvero un grande segnale di apprezzamento e di crescita.

Io non mi stupisco più di tanto per la verità, dato il lavoro che si è fatto in tanti anni di paziente costruzione e lo sforzo di cambiamento e di rinnovamento di questi ultimi senza contare poi che a Desenzano la domanda di cultura è talmente poco soddisfatta da un’amministrazione cementizia che basta davvero poco per scaldare i cuori.

A un evento particolare come le Serate d’Ascolto, con scarsissimi mezzi per pubblicizzarle, c’erano comunque un’ottantina di persone ieri sera, segno che non è difficile vincere la noia della televisione o la pigrizia di uscire.

I Beatles dicevano "All you need is love", il solo ingrediente che serve è la passione, per quello che si fa e per relizzare quello che si vorrebbe e Alberto e gli altri insegnanti ce ne stanno mettendo tanta.

KoRyu superstar

Beatles_2Sono contento di aver avuto Fabio KoRyu Calabrò come ospite d’eccezione alla serata sui Beatles, lui che i Beatles li ha tradotti e reincisi e cantati con il solo accompagnamento del suo ukulele, esaltandone con la semplicità di suoni elementari, la grandezza.

Oltre che un bravo musicista, sconosciuto ai più come spesso purtroppo capita agli artisti di talento,  Fabio è una persona intelligente e di grande esperienza e sensibilità per cui sa subito entrare in sintonia con il pubblico e ha utilizzato la sua  musica per aumentare la comprensione dell’ascolto e non per  parlare di sè (Qui un assaggio di 20 secondi della sua versione  di  Piggies  – "Maialini"  che ha aperto il suo intervento).

Gli avevo chiesto di fare anche un pezzo molto difficile e "rischioso" ma che secondo me è uno dei più riusciti del suo Albume Bianco, la  traduzione del doppio White Album: Good Night, il brano che chiude l’album e che i Beatles  eseguono con sontuosità e un uso ampio e dolce dell’orchestra e che lui invece sintetizza ancora di più con l’uso della sola voce  (perchè possiate condividerne la bellezza anche se non c’eravate, provate ad ascoltare i 30 secondi finali del brano, magari chiudendo gli occhi come ha fatto qualcuno ieri sera).

Anche per lui alla fine richieste di brani e commenti e non si è fatto pregare con "OplaQui Oplalà" e "Attraverso l’Universo" e un simpaticissimo mistone di Michelle e Let it be a temi invertiti (le parole dell’una sulla melodia dell’altra).

Alla fine mi è sembrato contento anche lui.