Prato verde o Blue?

Blue_2Blue, la nostra bernese sta crescendo a vista d’occhio e domani compie sei mesi.

Le è rimasto senza dubbio l’imprinting del luogo di nascita, una fattoria nelle alpi austriache, perchè appena può preferisce stare all’aperto al fresco. Da qualche tempo si è messa a scavare buche in cui forse vuole interrare i suoi giocattoli o semplicemente è allegra e scavare la diverte, fatto sta che il prato verde davanti a casa è diventato un mezzo disastro.

Non credo ci siano molte alternative, e devo sperare che con il tempo la sua esuberanza si contenga un pochino o forse chiederò a Laura la mia esperta di educazione canina qualche suggerimento per contenere tanta perizia mineraria o devo rinunciare, e non mi pare il caso, al prato.

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Eccola soddisfatta con un pezzo di tubo dell’irrigazione automatica che ha pensato bene di staccare e di rosicchiare: mi consolo, se fa danni all’esterno non danneggia scarpe e altre cose dentro casa come ha fatto all’inizio mangiandosi una ciabatta di Marina e scavando un bel solco nel portoncino d’ingresso.

Cencinquanta

In apertura della Serata d’Ascolto ieri sera Alberto Cavoli, direttore della Scuola di Musica, ha annunciato che gli iscritti hanno superato la soglia dei cento cinquanta: davvero un grande segnale di apprezzamento e di crescita.

Io non mi stupisco più di tanto per la verità, dato il lavoro che si è fatto in tanti anni di paziente costruzione e lo sforzo di cambiamento e di rinnovamento di questi ultimi senza contare poi che a Desenzano la domanda di cultura è talmente poco soddisfatta da un’amministrazione cementizia che basta davvero poco per scaldare i cuori.

A un evento particolare come le Serate d’Ascolto, con scarsissimi mezzi per pubblicizzarle, c’erano comunque un’ottantina di persone ieri sera, segno che non è difficile vincere la noia della televisione o la pigrizia di uscire.

I Beatles dicevano "All you need is love", il solo ingrediente che serve è la passione, per quello che si fa e per relizzare quello che si vorrebbe e Alberto e gli altri insegnanti ce ne stanno mettendo tanta.

KoRyu superstar

Beatles_2Sono contento di aver avuto Fabio KoRyu Calabrò come ospite d’eccezione alla serata sui Beatles, lui che i Beatles li ha tradotti e reincisi e cantati con il solo accompagnamento del suo ukulele, esaltandone con la semplicità di suoni elementari, la grandezza.

Oltre che un bravo musicista, sconosciuto ai più come spesso purtroppo capita agli artisti di talento,  Fabio è una persona intelligente e di grande esperienza e sensibilità per cui sa subito entrare in sintonia con il pubblico e ha utilizzato la sua  musica per aumentare la comprensione dell’ascolto e non per  parlare di sè (Qui un assaggio di 20 secondi della sua versione  di  Piggies  – "Maialini"  che ha aperto il suo intervento).

Gli avevo chiesto di fare anche un pezzo molto difficile e "rischioso" ma che secondo me è uno dei più riusciti del suo Albume Bianco, la  traduzione del doppio White Album: Good Night, il brano che chiude l’album e che i Beatles  eseguono con sontuosità e un uso ampio e dolce dell’orchestra e che lui invece sintetizza ancora di più con l’uso della sola voce  (perchè possiate condividerne la bellezza anche se non c’eravate, provate ad ascoltare i 30 secondi finali del brano, magari chiudendo gli occhi come ha fatto qualcuno ieri sera).

Anche per lui alla fine richieste di brani e commenti e non si è fatto pregare con "OplaQui Oplalà" e "Attraverso l’Universo" e un simpaticissimo mistone di Michelle e Let it be a temi invertiti (le parole dell’una sulla melodia dell’altra).

Alla fine mi è sembrato contento anche lui.