Pastweb

Dopo quasi un mese e mezzo di call centers che ogni volta ti rimbalzano su un altro, di tecnici che vengono e vanno senza installare, di fibra che non c’è, ma no, ma si, li ho mandati a stendere: ho detto a Fastweb di tenersi la loro ADSL.

Chiamato al volo il mitico Giancarlo Ariosto, grande esegeta dei listini di telecomunicazione, benchmark vivente delle offerte dei diversi operatori, gli ho chiesto un consiglio e lui si è messo al lavoro con tempestività che Fasweb si sogna: abbiamo scelto Vodafone. Fa tutto lui e in un paio di giorni dovrei essere attivo.

Una bella lezione

La seconda lezione allo IED è andata davvero bene e devo dire che i ragazzi sono stati attivi e pronti al dialogo come speravo che fosse.

Era la seconda puntata della "teoria" della comunicazione d’impresa ma abbiamo anche cominciato a sperimentare e ad applicare le teorie alla pratica: ne è venuta fuori una "promessa" di un’ipotetica campagna di un’azienda di acqua minerale (avevo in mano la bottiglietta) che abbiamo definito avere come modello di riferimento Raoul Bova e sono uscite due formulazioni davvero intriganti: "La nostra acqua ti massaggia l’anima" e "Calma i bollenti spiriti".

Siamo poi passati a una elaborazione su Moleskine (la ragazza nel primo banco ne aveva una) ed è venuto fuori "Cento righe per iniziare il tuo romanzo".

Non hanno ancora ben ben chiara la differenza tra visione-missione-promessa e su cosa voglia dire davvero "fare in modo che la marca sia una star" ma siamo sulla buona strada, adesso abbiamo soprattutto esercitazioni e l’applicazione diventerà chiara.

Pubblicità negativa: non funziona

Uno spot cattivo piazzato al momento giusto è come uno sgambetto: può far cadere anche i baldanzosi.

Ne sa qualcosa l’ex sindaco di Desenzano che a chiusura della campagna elettorale si trovò il solito volantino che gli attribuiva una (inesistete) volontà di costruire una moschea e snobbare gli è costato caro, non tanto quello specifico evento, quanto la forza della comunicazione e l’ubbidienza ad alcune delle sue leggi.

Se invece, come stanno facendo i Repubblicani in questi ultimi giorni, gli spot cattivi e la denigrazione sono reiterati, si perde l’effetto sgambetto e si rischia l’effetto opposto favorendo l’avversario.

In entrambi i casi, sgambetto o raffica di cattiverie, è un segnale di forte difficoltà che denota più paura di perdere che voglia di vincere, più forza della disperazione che forza della visione: se si è ben lavorato prima creando un forte posizionamento e una campagna capillare e dialogante, l’inefficacia della pubblicità negativa è sicura.

Ne parlavo oggi nella mia lezione su Séguéla e la sua campagna per far eleggere Mitterand alla presidenza in Francia con lo slogan "La force tranquille" e in cui per la prima volta la pubblicità ben fatta decreta la vittoria di un candidato a parità di altri mezzi e in cui i tentativi di denigrazione da parte di Giscard d’Estaing, presidente uscente, non fecero altro che rafforzare ancor di più l’immagine e la solidità di Mitterand.

Ho l’impressione che Mc Cain sia in seria difficoltà