La Gelmini se la cava

Ho sentito la ministro Gelmini alla radio due mattine fa e pur non condividendo alcune delle cose che sta facendo, devo dire che dal punto di vista della comunicazione si è mossa meglio di quanto mi aspettassi: messaggi chiari, frasi brevi con pochi giri di parole, messaggi chiave ripetuti "Non ci sono i soldi" "Il 97% delle spese della scuola vanno in stipendi, come possiamo migliorare se prima non risparmiamo?" "Perchè spendere per 3 insegnanti quando uno ce la può fare?".

Mah, povera scuola continuamente sballottata di qui e di là con "riforme" ogni anno ne fanno e disfano il tessuto come quei cappotti rivoltati, tanto comuni quando appunto "non c’erano i soldi": la scuola non li ha, servono per Alitalia.

Gatorade per Blue

L’altra notte Blue mi ha tenuto sveglio per il continuo bisogno di uscire (dopo averla fatta in cucina!) e la mattina successiva, sentita Paola la veterinaria, abbiamo deciso per una giornata di digiuno, fermenti lattici e un Gatorade aggiunto all’acqua per reintegrare un po’ di sali.

Mi faceva sorridere l’idea di un cane che beve Gatorade, in compenso oggi sta meglio, vedremo stanotte se la devo fare ancora in bianco.

Taizé

Giulio è tornato da una settimana passata alla comunità di Taizé con un bel gruppo di amici.

Ho ascoltato con grande curiosità il suo racconto, come ha vissuto il suo agnosticismo a confronto con una comunità religiosa ed ecumenica come quella e ho ascoltato ragionamenti profondi e intelligenti, riflessioni che sono certamente il frutto di un tempo dedicato al pensare.

Bello ascoltarlo e credo che sia stata una esperienza che gli ha fatto bene.

Intanto giro per i blog dei ragazzi che erano con lui per cercare di cogliere anche da loro segni di cosa cercavano e di cosa hanno trovato, se lo hanno trovato, in quel viaggio. Leggo quelle pagine come un extraterrestre che cerca di capire come sono gli abitanti di un pianeta lontano, quello dei giovani, così diversi e così simili a come eravamo noi.

Se non si spegne in loro la voglia di capire, la voglia di andare oltre, la voglia di mettersi in gioco, se non si spegne la domanda e l’ascolto di quello che è più profondo e misterioso, allora c’è un futuro per tutti quanti.

Ci sono persone che “emanano”

Da qualche giorno ero di cattivo umore.

Non che ci fosse una ragione particolare ma un’insieme di piccole malinconie: la telefonata con un amico che sta combattendo contro una grave malattia, le notizie sempre più becere dai giornali, le dormite accorciate dai bisogni di Blue.

Incontrare don Benigni al matrimonio di Cristiano, sentire il suo racconto della vita in Africa, parlare con lui delle cose "importanti", mi ha riscaldato il cuore e non credo che lui abbia fatto nulla intenzionalmente, è solo che credo ci siano persone che emanano una speciale energia, una speciale forza che ti calma se sei agitato, ti rasserena se sei turbato, ti incoraggia se sei apatico.

E poi gli amici hanno fatto il resto e anche loro sono persone che "emanano".

Intervista a “Il Sole 24 Ore”

08articolosoleGrazie ad Antonio ho recuperato l’articolo del Sole con l’intervista che avevo dato all’inizio di agosto.

Mi piacerebbe tenere via tutti i ritagli e gli articoli scritti, forse per farli leggere un giorno ai nipotini e ragionare con loro su come evolve il mondo della tecnologia ma richiede una meticolosità che non possiedo.

In compenso ho ritrovato in un cassetto il primo articolo che ho scritto proprio per Antonio che dirigeva una rivista chiamata "Multinet".

Scene da un matrimonio

Cri
Ieri c’era il matrimonio di Cristiano e Stephanie ed è stata una bellissima cerimonia, allegra, emozionante, piena di spunti per riflettere e gioire.

Ha contribuito il rito inusuale (Stephanie è protestante) con una concelebrazione e una cerimonia che si è snodata sulle letture, le riflessioni sulla vita in due e sull’amore, più che sul rito e l’ufficialità di una messa solenne.

Ma certamente l’affetto che ho per Cristiano e per altri degli amici che ho incontrato, ne ha fatto una giornata speciale e festosa.

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Aria fresca

MomoIeri al matrimonio di Cristiano c’era anche Momo con Camilla, la sua bambina e mi faceva molta tenerezza vederlo soffiare sul collo della bambina per cercare di darle un po’ di refrigerio dal caldo appiccicoso della chiesa.

Guardandomi intorno notavo quanti padri fossero impegnati ad accudire i figli durante la cerimonia, uno poi, con una bambina piccolissima in braccio, era in piedi e con lo sguardo passava dalla cerimonia alla sua piccola e in quello sguardo c’era tutto l’amore che si irraggia da una Madonna del Giorgione.

E’ un bel segno dei tempi questo dei papà che non si "vergognano" di accudire i figli, è un segno di grande cambiamento e di un mondo che migliora.