Manifesto

Sta per uscire il manifesto per promuovere i corsi alla Scuola di Musica, ideato da Cesare e da me con un attento dosaggio dei messaggi e degli obiettivi, adesso che lo vedo realizzato mi compiaccio del lavoro che abbiamo fatto.

Manif

Lezioni

Mi piace un sacco insegnare, è "spettacolo" con in più il senso di utilità del tramandare la conoscenza, di condividerla.

Ho in programma due lezioni importanti a cui ho dedicato tutta la settimana per abbozzare la documentazione di base anche se manca ancora più di un mese perchè voglio poi avere il tempo di riflettere, rimuginare, rielaborare per ottere il meglio che mi sia possibile.

Il 7 novembre farò la lezione sulla musica dei Beatles nell’ambito delle Serate d’ascolto" che la Scuola di Musica organizza quest’anno con cadenza mensile (venerdì prossimo inizia Milena con un ascolto guidato della musica di Dvorak) ed essendo più un musicante che un musicologo, ci voglio provare a condividere le mie riflessioni sull’unicità di quella prduzione musicale. Intanto mi sono assicurato la presenza di un altro grande esperto: Fabio KoRyu Calabrò che ha tradotto in italiano tre album dei Beatles.

Da novembre in poi terrò un corso allo IED sulle strategie della comunicazione d’impresa, dovrebbe intitolarsi "I pilastri della comunicazione di valore" e dovrebbe chiudersi in cinque o sei settimane con gli esami: già mi sto chiedendo come devo comportarmi quando dovrò decidere "promosso o bocciato" e penso ai miei figli quando mi dicono, "certo che il profe è stato una carogna perchè poteva darmi un voto più alto" oppure "l’esame è stato facile perchè il profe è una sciacquetta…"

Una cosa alla volta affronterò e imparerò io stesso, come dice il mio amico fotografo Heinz : "vedendo e facendo".

Oggi è festa

Oggi tornano i figli dalle rispettive città universitarie ed è una festa di racconti, di abbracci, di sorrisi.

E’ un piacere sottile e ampio vederli crescere, chiederti spontaneamente cose che quando proponevi tu ottenevano risposte del tipo "uffa, pà, non adesso…", gustare spazi, silenzi e ritmi che la città toglie pian piano e che la nostra casa restituisce a piccole continue dosi.

Basta una musata di Blue o una fetta di torta per capirlo.