Che bella confusione

La casa è piena, sono arrivati i figli, Laura, Daniel e anche AmRa (il coniglio di Piero): l’appartamento di Sesto è piccolo ma ci stiamo tutti e l’allegra confusione che regna mi riempie il cuore.

Verrà il tempo del silenzio e dello studio, per adesso mi godo la tavolata a cena, le battute, le risate, gli abbracci

Ci speravo

A me l’apertura dei giochi di Pechino è proprio piaciuta: sontuosa come dev’essere, simbolica e stupefacente allo stesso tempo e con quei megaschermi (ma com’è fatto quel tappeto-pergamena? E quelle proiezioni sull’anello superiore?)

Fantastici i fuochi d’artificio, certo con quello che sono costati si potevano sfamare quanti morti di fame?, ma la Cina voleva festeggiare, la fine di un ciclo storico e mi ha infatti colpito che nella rievocazione storica non ci fosse nulla sulla rivoluzione culturale, nulla su Mao. Un popolo che ha sofferto davvero molto, fame, invasioni, tiranni, massacri, follie ma che adesso inizia una nuova era, anche questa problematica, con contraddizioni enormi, ma è pur sempre un evento.

Speravo nella pace, ma questo è forse sperare troppo, Osseti e Georgiani si bombardano e sarà certamente per odii etnici e per petroli e oleodotti.

Mi piace il periodo delle olimpiadi, guardo le gare, faccio il tifo, ma speravo davvero che anche il resto del mondo per un momento decidesse di tirare il fiato.