Andata e ritorno

Domani scendo a valle: devo fare un salto a Milano nel pomeriggio per un impegno istituzionale (fare il Presidente del Clusit mi obbliga ogni tanto a fare queste cose) anche se sono stato molto in dubbio sul da farsi.

Marina sarebbe rientrata comunque perchè ha promesso a PIero di andarlo a prendere a Bologna (così gli porta un mobiletto che gli serve e giocano a orsa&cucciolo) e a questo punto facciamo un pezzo di strada assieme.

Sabato comunque rientro perchè ho un po’ di cose da fare che richiedono la pace della montagna (ho una cassetta di vecchi VHS da trasferire in digitale) ma soprattutto i ritmi lenti e lunghi di queste giornate.

Faccio buon viso a cattivo gioco e penso che al ritorno in treno comincerò la traduzione della conferenza e quindi il tempo mi passerà di volata.

Un giorno sulle scale

Non ho fatto esercizio fisico, ho studiato le scale nel senso musicale.

Per riposare dalle biciclettate e dalle camminate oggi sono uscito solo per fare la spesa del mattino e poi mi sono messo di buona lena con lo studio delle scale modali e ho fatto un lavorone, ho trascritto le prime cinque in tutti i diversi modi a computer e ne ho ricavato per ogni tonalità le strutture caratteristiche e gli arpeggi che domani mi metterò a studiare con lo strumento.

Ho anche "usato" Marina come cavia del mio grado di apprendimento (se una cosa l’ho capita allora la riesco a spiegare) e lei, santa donna, mi ha ascoltato pazientemente e mi ha detto do aver capito.

Il fascino sta nella intrinseca simmetria delle scale e degli accordi, di come si intrecciano e si legano le une agli altri e di come, una volta compreso il meccanismo, ci sia un ordine e una logica belle quanto l’armonia delle note stesse.

Adesso sono un po’ "fuso" ma domani, se al risveglio non avrò dimenticato tuttto, avrò la controprova di aver capito o quantomeno di avder iniziato a capire.