Attività fisica

BiciVisto che ci sono Giulio e Miki vinciamo la nostra pigrizia e andiamo in bicicletta da San Candido a Lienz.

44 kilometri quasi tutti in discesa ma comunque sempre una lavorata.

Mi domando perchè mai le selle delle bici siano così dure: che sia per mettere un po’ di sofferenza a una giornata tanto piacevole?

Per fortuna si torna in treno.

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Ieri invece abbiamo fatto il giro di Sesto, un bel sentiero quasi tutto in piano a mezza collina con diversi punti panoramici: il più imponente ha addirittura un trono come quello della Regina di Cuori di Alice nel paese delle meraviglie.

I canederli al maso Kiniger aiutano a completare il percorso.

Un’altra storia

Grazie a Luca scopro questo primo articolo di Giuseppe d’Avanzo su Repubblica che racconta la vicenda security-Telecom dal punto di vista di Giuliano Tavaroli, uno dei principaliimputati della vicenda.

Non ho mai fatto mistero del mio punto di vista: se Giuliano, di cui ero e sono amico, ha commesso dei reati è giusto che subisca un processo e se riconosciuto colpevole che sia punito, ma il processo sommario mediatico che oltre che a crocifiggerlo serviva a fornire una versione ridicola dei fatti era e resta del tutto inacettabile.

Intorno al "caso security" gira il vortice dell’ Affare Abu Omar, della Cia che scorrazza nella fobia antiterrorismo, dei rapporti tra potere politico e grande impresa in Italia, dell’intreccio tra telecomunicazioni e indagini giudiziarie, le intercettazioni telefoniche per intenderci.

L’articolo non è una verità, quella dovrà emergere da un processo con prove ed equi diritti di accusa e difesa.

Ma inizia almeno a intravedersi una possibile versione diversa dei fatti, così come abbiamo scoperto che la strage di PIazza Fontana non era un attentato degli anarchici e che il jet dell’Itavia non è esploso in volo per un guasto.