Gna bû de scrìer

Il comune ha installato i cartelli segnaletici in dialetto per far felice la Lega (si accontentano di poco infondo, se non fosse che sono soldi nostri si potrebbe anche perdonargliela!) Qui le foto che ha fatto Marco Rizzini.

Anche a casa mia li hanno messi ma con la fonetica sbagliata: hanno scritto GROLE  e sotto GRÖLE con la dieresi sulla o ma secondo il Vocabolario del Dialetto Bresciano del Melchiori (Brescia 1817) la o stretta andrebbe scritta come o accentata e anche Vaccarolo è scritto sbagliato, hanno scritto VACARÖL mentre andrebbe con il dittongo œ  e anche ammesso che si possa accettare la dieresi al posto del dittongo di certo Vacarœl e Gròle si pronunciano in modo diverso.

Non ci vuole un genio, ci sono i dizionari internazionali di fonetica su Wikipedia o decine di testi di riferimento da cui scegliere avendo però chiaro da quale variante del dialetto scegliere perchè, come giustamente nota il mio amico e omonimo Gigi Bertagna in una lettera al Giornale di Brescia, ci sono tanti dialetti in quest’area (e la ricchezza starebbe proprio nel recuperarne le caratteristiche e farne notare le differenti origini) da quello di Lonato a quello di Pozzolengo o della Valtenesi e le differenze sono significative.

Una cosa è certa parlano di recupero della cultura ma non sono nemmeno capaci di scrivere o meglio: I è gna bû de scrìer.

La solitudine dei numeri primi

PrimiLo avevo comperato d’istinto pensando a un libro sulla matematica ed è rimasto sul comodino per un bel po’ assieme a tanti libri che mi attirano e che poi dico "prima o poi lo leggerò".

Il viaggio a Bruxelles prevedeva anche una mattina senza grandi impegni e pur avendo già un libro mi sono portato anche questo come backup e ho fatto bene primo perchè l’altro libro è finito nel volo di andata e poi perchè questo "La solutidine dei numeri primi" è un libro molto bello.

E devo dire che il "genere" non mi piace molto (il disagio dei giovani, la solitudine degli esseri umani nella città, ecc.) forse perchè mi piacciono i libri a lieto fine e le storie alla Caos Calmo mi lasciano sempre con l’amaro in bocca perchè sono un romanticone che vuole sempre il finale da "e vissero a lungo felici e contenti".

Comunque ci si affeziona ai personaggi perchè Giordano li descrive con grande delicatezza e attenzione ai particolari e sullo sfondo il mondo degli adulti che sono tutti mediocri e tristi (l’unico per cui faccio il tifo è Fabio, il medico … ma non dico nulla per non guastarvi la lettura).

Se siete depressi o tristi lasciate perdere, la vena di malinconia è davvero struggente e i due lampi del finale non bastano a rimettervi di buon umore per cui leggetello di giorno, in spiaggia, in una splendida giornata quando poi a sera avete in vista una bella grigliata con gli amici o una partita a calcetto con i figli: apprezzerete il libro e amerete ancora di più la vita.

Meglio del previsto

Alla fine sono riuscito a farmi cambiare il volo di rientro da Malpensa a Linate visto che ero in aeroporto con discreto anticipo.

Sono sempre dovuto ricorrere a un servizio navetta per andare a Orio ma almeno mi sono risparmiato due ore  di tempo e stamatina le ho messe a frutto, dopo una bella dormita, per tagliare il prato e finire di sistemare panche e tavolo.

Quello che ti meriti

HoltMarina ha un fiuto particolare per gli scrittori nordici e anche questo giallo di Anne Holt "Quello che ti meriti" è una sua scoperta e complice il viaggio a Bruxelles l’ho letto d’un fiato.

Le atmosfere sono simili agli altri giallisti scandinavi (Mankell e Larsson) e deve essere proprio questione di clima e di paesaggi se la Norvegia ti sembra, dopo poche pagine, di averla già vista.

Anne Holt è stata funzionaria di polizia e per qualche mese anche Ministro della Giustizia nel governo Norvegese.

Proprio questo particolare mi ha fatto sorridere: se penso ai nostri ministri della giustizia mi domando cosa potrebbero scrivere oltre ai "lodi".