Capsula

Ieri è arrivata la Time Capsule che stavo aspettando: è un disco da 1 Terabyte (1000 giga) che si collega alla rete via cavo o via wi-fi per fare il backup automatico dei dischi dei computer di casa, mac o pc windows che siano.

L’ho scelta come perfetto sistema integrato con Time Machine, il software di backup incluso nel nuovo sistema operativo mac.

Qualche intoppo all’avvio, forse perchè al rientro da Roma ero abbastanza "cotto" e non mi rendevo conto di dover cambiare l’indirizzo di rete della mia macchina dalla quale modificare la configurazione iniziale dell’oggetto ma poi tutto è filato liscio.

Adesso ho attivato i backup di tre macchine in simultanea (iMac via ethernet, il mio mac e quello di Marina via wi-fi), e tutto gira anche se mi pare più lento di quanto mi aspettassi ma si sa, la velocità è un concetto relativo.

Saggezza Partenopea: consumare il tempo

E’ sempre un grande piacere parlare con Luigi Ingenito, il papà di Enrico, ascoltare quel suo linguaggio forbito, le parole lente e precise che cadono consapevoli di non essere uscite a caso.

La nostra lunga chiacchierata dell’altra sera è iniziata con una sua affermazione simile a un Koan su cui i monaci dovevano meditare per mesi o per anni a venire:

"Tu devi impegnare il tempo  perchè se non lo consumi tu, è lui a consumare te. Nel primo caso non ti raggiunge e non invecchi, nel secondo, piano piano ti annienta."

Si va a Infosecurity

Zainetto pronto, parto per Infosecurity a Roma: niente mac questa volta non ho interventi in prima persona ma faccio il Chairman di una tavola rotonda e per le altre cose l’ iPhone mi basta.

Parto prima così mi faccio una serata di coccole e spiritosaggini con gli Ingenito junior e senior, già pregusto la serata.

Foto d’orchestra

Ecco la foto che ho scelto tra le molte che Marina ci ha fatto oggi pomeriggio.

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Niente male nemmeno quella che abbiamo fatto con il Doblò e tutto il materiale che riusciamo a farci stare.

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Assessore Blogger

Alle serate jazz a San Felice incontro un signore che mi fa "Tu sei Gigi vero? Leggo sempre il tuo blog, è un piacere conoscerti."  Resto sorpreso e positivamente imbarazzato ma in fondo contento di scoprire che c’è gente gentile a cui interessano le cose che dici e che è felice di dirtelo.

Adesso scopro grazie a un commento di Maurizio Molinari che quel signore era Simone Zuin assessore al turismo del comune di San Felice e che è anche un blogger di quelli veri non da campagna elettorale.

Due volte bravo allora: per aver organizzato un bellissimo festival jazz, e per il fatto di dialogare, spiegare, esserci con il suo blog che è un segno di una possibilità in più per la politica di fare le cose in modo diverso.

De Rita e l’individualità

Ho trovato interessante l’editoriale di Giuseppe De Rita (CENSIS) sul Corriere di oggi: non basta fare appelli al mondo dei valori dopo aver per tanti anni esaltato l’individualismo e il successo "qui e subito", occorre ricostruire relazioni perchè l’identità è relazione.

Fine anno scolastico

E’ finito l’anno scolastico per Giulio che passa gli esami con 14 crediti su 20 (bene bene) ed è contento e motivato, è finito l’anno scolastico anche alla scuola di musica e stasera facciamo festa.

Ancora poche settimane e inzia una nuova fase per la nostra famiglia, con l’uscita (dita incrociate please!) di Giulio dalle superiori, cambieranno orari, ritmi e prospettive.

E’ un vento di cambiamento che spingerà la barca fuori dal porto alla ricerca di nuove avventure.

Davvero bravi

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Sì, bravi davvero Paolo Bacchetta e Walter Beltrami, ma bravo anche il Comune di San Felice per aver organizzato questo "cameo" di musica jazz di ottima qualità.

Dato il tempo incerto, invece del cortile interno del palazzo comunale, il concerto è stato spostato nella sala consigliare e in fondo non è andata male: buona l’acustica, pubblico raccolto attorno ai musicisti come in un night club e una sala prestigiosa a sottolineare la bellezza e la qualità della musica.

B & B (Bacchetta e Beltrami) con due splendide chitarre D’Angelico e hanno proposto una "monografia" di brani di Thelonius Monk (se cliccate sul nome di Paolo all’inizio del post lo ascoltate nel bellissimo Round Midnight che hanno anche eseguito ieri sera) un pianista che ha influenzato non poco la musica jazz di fine ‘900 con sonorità e accostamenti di accordi apparentemente dissonanti ma che acquistano nell’insieme una particolare bellezza.

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B & B hanno reso magnificamente le atmosfere di Monk sia giocando il classico ruolo "uno annuncia il tema e l’altro accompagna e viceversa" sia giocando con gli effetti elettronici delle pedaline (registrando piccoli riff e imporovvisando su di essi con un effetto "a 4 chitarre").

Unica nota dolente, se così si può definire, erano così emozionati (ebbene sì anche quelli bravi hanno l’adrenalina a 1000 !) che hanno a malapena annunciato i loro nomi e il titolo di un paio di brani e nulla hanno detto del loro lavoro di rielaborazione dei brani di Monk e di cosa li rende particolarmente complessi per un duo di chitarre: è come spiegare un piatto a chi lo sta gustando per aiutarlo a coglierne tutte le sfumature.

Appena tornato a casa ho messo sul lettore CD in camera uno dei due album di Monk e mi sono addormentato ascoltando ‘Round Midgnight, Teo, Just you just me, Pannonica, April in Paris: se non li conoscete datevi da fare, un album di Thelonius Monk non può mancare nella discografia di qualunque amante della musica.