Formichina

Ho passato la giornata a fare tutta una serie di piccoli lavori che avevo lasciato incompleti da qualche tempo: una presa da avvitare, il ventilatore in studio a cui cambiare l’interruttore, la tastiera a cui cambiare la batteria, i CD comperati su iTunes, a cui fare le copertine, un testo per Cesare, qualche pagamento prima di dimenticarmene.

Tutte piccole cose a cui ho dedicato una giornata come una formichina operosa forse perchè per il caldo non ho molta voglia di studiare gli esercizi che giacciono sul leggio ormai da una settimana o forse perchè domani vado a Sesto per il Festival dei Cori e volevo avere la mente sgombra da impegni.

Forse anche l’aria di eccitazione per l’esame di Giulio domani mattina, mah. Lascio che le cose si srotolino per conto loro, di certo non mi sto annoiando, anzi, avrei voglia di fare nulla, ma non sono molto bravo e deve essere colpa di mia nonna che diceva a mia mamma quando era bambina: "Ti pòpa, quand che te polsi giusta un calzet!" (Tu figliola, intanto che riposi aggiusta una calza).

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