Prima sera di cori

Prima serata di cori abbastanza deludente, il migliore è stato un coro Italiano (Il coro Già Quinto) con un repertorio tradizionale mentre mi hanno lasciato indifferente i due cori israeliani e quello tedesco tutti e tre che cantavano sostanzialmente all’unisono e con poche invenzioni.

Adesso piove e quindi la "notte dei cori" in piazza a San Candido salta e non so se dispiacermi o rallegrarmi per la bella dormita al fresco che mi aspetta.

Una nota per Alberto: quando sono entrato in sala il coro italiano cantava "Montagne Addio" (di Bregani-Pietropoli)

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Ex voto: mamma disoccupata

Maturit_1La "Pietra dei disoccupati" è un posto caratteristico per i desenzanesi, è dove si sedevano gli studenti e i perdigiorno quando andare nei bar era costoso ed era il posto da cui osservare e criticare i bempensanti che passavano in piazza ricevendone uguali critiche e sconsolati scuotimenti di testa.

Marina aveva fato un "voto": quando finisce la scuola dei figli, vado sulla pietra dei disoccupati e ballo perchè sarò una "mamma disoccupata" e stamattina ha mantenuto la promessa.

Adesso c’è la seconda promessa: "Quando sarà finita con il liceo, i colloqui, le pagelle e gli insegnanti, mi prendo una balla storica!".

Vediamo, domenica ci sarà una grande festa con le cugine e i cugini Bompieri qui a casa nostra e potrebbe essere la volta buona.

Formichina

Ho passato la giornata a fare tutta una serie di piccoli lavori che avevo lasciato incompleti da qualche tempo: una presa da avvitare, il ventilatore in studio a cui cambiare l’interruttore, la tastiera a cui cambiare la batteria, i CD comperati su iTunes, a cui fare le copertine, un testo per Cesare, qualche pagamento prima di dimenticarmene.

Tutte piccole cose a cui ho dedicato una giornata come una formichina operosa forse perchè per il caldo non ho molta voglia di studiare gli esercizi che giacciono sul leggio ormai da una settimana o forse perchè domani vado a Sesto per il Festival dei Cori e volevo avere la mente sgombra da impegni.

Forse anche l’aria di eccitazione per l’esame di Giulio domani mattina, mah. Lascio che le cose si srotolino per conto loro, di certo non mi sto annoiando, anzi, avrei voglia di fare nulla, ma non sono molto bravo e deve essere colpa di mia nonna che diceva a mia mamma quando era bambina: "Ti pòpa, quand che te polsi giusta un calzet!" (Tu figliola, intanto che riposi aggiusta una calza).