Parlare di musica con Paolo Bacchetta, uno degli insegnanti della Scuola di Musica qui a Desenzano, è sempre un piacere per la sua competenza e per la sua capacità di andare dritto al cuore di ciò che vuoi sapere.
Dopo averlo ascoltato nel concerto a San Felice con il suo omaggio a Thelonius Monk gli ho chiesto di farmi qualche lezione sui principi di base del blues perchè da sempre lo suono ma senza sapere quali sono le basi armoniche su cui si fonda e nel mio passaggio dal basso al violoncello tutto il mio "sapere" per posizione delle dita si è dissolto.
Già ieri alla prima lezione mi ha spalancato una porta e per i prossimi giorni mi studierò le scale pentatoniche con le "blue notes" che sono la base di tutto il ragionamento e ho cominciato a capire anche qualcosa delle scale modali di cui conosco l’ "effetto" nella musica di Miles Davis ma non ne conosco le basi teoriche.
A chiedere aiuto a quelli bravi come Paolo ci si guadagna sempre e sono contento che la nostra scuola abbia a disposizione talenti di questo livello.
I miei 2¢: dai un’occhiata a pentatoniche e modali, vedi di assimilare bene il ritmo (shuffle), fatti un’idea del 12 bar blues. Ma poi ascolta e suona. Molti dei più grandi del blues non avevano la minima idea di cosa fosse una pentatonica (e non la usavano!).
Qua trovi qualche base con cui giocare:
http://www.lawrencefritts.com/backingtracks.html
🙂
Io di musica ne so una mazza, non leggo ,non scrivo ma suono da 40 anni, forse piu (41?). Come sai sono cresciuto “dentro” la musica per motivi famigliari ma ahime al bivio se fare seriamente musica o sci ho scelto sci. Comunque sia il pianoforte mi segue sempre e ce l’ho a casa; suono anche chitarra e sax…e sempre “a uregia” quindi devo dire che capacità musicali non mi mancano e non appena mi passerà la sbornia fotografica mi accatterò un bel basso e inizierò a capire da che parte si prende. Tutto ciò per dire che il mio percorso di conoscenza/maturazione è partito dal blues ( a 8 anni ascoltavo john lee hooker, johnny Hodges, BB King e compagnia bella) e passando attraverso mille stili, dischi, esperienze musicali… al blues ritornerò insieme a un fido basso perchè ritengo che in questo strumento risiedada sempre “l’armonia” che tutto sostiene e quindi – una mia massima ..ocio che la dico.. – ritengo che senza Basso non si vada da nessuna parte; Il basso, infatti, è il chiodo che tiene su il quadro 😉 ..Tu prendi nota ( Anzi ..note.. huhu come sono simpatico oggi..) sulle penta etc che poi tra un po ci vediamo e vediamo di mettere insieme qualcosa :-))
Anche io ho sempre suonato “a uregia” come dice Alberto e so che è una qualità che manca a molti che invece se non hanno lo spartito sono come Dumbo senza la mitica piuma.
Devo dire che da quando mi sono messo a studiare la teoria di ciò che so in pratica anche la mia capacità di suonare “a uregia” è migliorata.
In fondo non saper leggere la musica scritta è una forma di analfabetismo da cui bisogna curarsi non per fare l’esame di setticlavio ma almeno per leggere le forme più semplici e poter suonare assieme con dodici battute scritte su un foglietto.
O almeno per decodificare le scale modali a cui mi sto dedicando adesso e sia Paolo che Alberto è meglio che si scaldino le dita perchè qui ci sono un basso Fender e una Martin che li aspettano.