Il Tempo domani

Ho appena finito un’intervista telefonica con Augusto Parboni, un redattore de "Il Tempo" che domani esce con uno speciale sulla sicurezza informatica. Il pezzo dovrebbe uscire sulle pagine nazionali e quindi dovrei trovarlo anche qui, ma sono sicuro che i miei amici romani mi terranno da parte l’articolo.

Trovo positivo che i giornali nazionali si occupino del tema sicurezza e credo che il loro contributo alla divulgazione e alla crescita della consapevolezza sia preziosissimo.

<io mi sforzo di ripetere il messaggio che è sempre lo stesso, come un tormentone:
"L’informazione è un valore per tutti e per questo dobbiamo proteggerla"
"La sicurezza della rete dipende dai comportamenti di tutti, come in ogni società"
"Dobbiamo imparare a compiere attività quotidiane di buona norma come abbiamo fatto con l’igiene lavandoci le mani e i denti"

Vediamo come verrà presentato.

Lezione sulla musica (e sulla vita)

Dario Savelli (un lettore di questo blog che non conosco personalmente) mi ha segnalato questo video straordinario: una lezione sulla musica (in inglese) di Benjamin Zander che non vi dovete assolutamente perdere.

E poi quando mi chiedono "che senso ha un blog?" avrò una risposta in più: perchè gente che non conosci ma con cui entri in relazione, ti fa piccoli e magnifici regali come questo di Dario a cui va il mio sincero grazie.

Un coro che vale il festival

Ieri sera ho sentito un coro che vale questo 11′ Festival: il coro russo "Belcanto".

Li ho ascoltati alla Haus Sexten e poi di nuovo a Villabassa e come hanno apero bocca sia a me che a mio fratello Netty si è alzata la pelle d’oca, segno infallibile che c’era qualcosa di speciale.

10 donne e 4 uomini con una amalgama perfetta, una polifonia superba e una capacità strepitosa di passare dai "pianissimo" ai pieni dei finali.

Magnifica una canzone (che mio fratello ha filmato e che mi ha promesso per la digitalizzazione) ma di cui purtroppo non ho il titolo in cui il coro annun cia il tema che viene sviluppato dal solo contralto mentre tutti accompagnano a bocca chiusa: si sente che c’è una marcia in più.

Alla fine della esibizione a Villabassa, scendono dal palco e chiediamo un bis e nonostante fosse mezzanotte e mezza hanno ricantato quel pezzo stupendo solo per noi sei: che la musa della musica li benedica!

Canti e braccia arrosto

Una splendida giornata oggi: sul Mont’Elmo 8 cori italiani che cantavano con lo sfondo delle Dolomiti di Sesto.

I migliori senza dubbio quelli del Coro di Inzino in Valtrompia ma notevole anche il coro di Verbania con una splendida Bella Ciao dalla grande solennità.

Ritorno a piedi con tappa alla Baita del Cacciatore e alla Cappella nel Bosco: faccia e braccia sono arrosto.

Fiori 2008

IphoneQuest’anno per il balcone abbiamo scelto le portulacche multicolori al posto dei soliti gerani.

Chissà come si troveranno delle piante mediterranee qui in montagna? In fondo sono in pieno solo e tanto dovrebbe bastar loro, staremo a vedere.

Intanto là in fondo si vede il temporale che anche stasera sembra arrivare a rinfrescare la notte, ottimo per il dormire ma un peccato per le notturne dei cori all’aperto che sono una delle cose più belle del festival e che rischiano di "saltare" anche stasera.

Prima sera di cori

Prima serata di cori abbastanza deludente, il migliore è stato un coro Italiano (Il coro Già Quinto) con un repertorio tradizionale mentre mi hanno lasciato indifferente i due cori israeliani e quello tedesco tutti e tre che cantavano sostanzialmente all’unisono e con poche invenzioni.

Adesso piove e quindi la "notte dei cori" in piazza a San Candido salta e non so se dispiacermi o rallegrarmi per la bella dormita al fresco che mi aspetta.

Una nota per Alberto: quando sono entrato in sala il coro italiano cantava "Montagne Addio" (di Bregani-Pietropoli)

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Ex voto: mamma disoccupata

Maturit_1La "Pietra dei disoccupati" è un posto caratteristico per i desenzanesi, è dove si sedevano gli studenti e i perdigiorno quando andare nei bar era costoso ed era il posto da cui osservare e criticare i bempensanti che passavano in piazza ricevendone uguali critiche e sconsolati scuotimenti di testa.

Marina aveva fato un "voto": quando finisce la scuola dei figli, vado sulla pietra dei disoccupati e ballo perchè sarò una "mamma disoccupata" e stamattina ha mantenuto la promessa.

Adesso c’è la seconda promessa: "Quando sarà finita con il liceo, i colloqui, le pagelle e gli insegnanti, mi prendo una balla storica!".

Vediamo, domenica ci sarà una grande festa con le cugine e i cugini Bompieri qui a casa nostra e potrebbe essere la volta buona.

Formichina

Ho passato la giornata a fare tutta una serie di piccoli lavori che avevo lasciato incompleti da qualche tempo: una presa da avvitare, il ventilatore in studio a cui cambiare l’interruttore, la tastiera a cui cambiare la batteria, i CD comperati su iTunes, a cui fare le copertine, un testo per Cesare, qualche pagamento prima di dimenticarmene.

Tutte piccole cose a cui ho dedicato una giornata come una formichina operosa forse perchè per il caldo non ho molta voglia di studiare gli esercizi che giacciono sul leggio ormai da una settimana o forse perchè domani vado a Sesto per il Festival dei Cori e volevo avere la mente sgombra da impegni.

Forse anche l’aria di eccitazione per l’esame di Giulio domani mattina, mah. Lascio che le cose si srotolino per conto loro, di certo non mi sto annoiando, anzi, avrei voglia di fare nulla, ma non sono molto bravo e deve essere colpa di mia nonna che diceva a mia mamma quando era bambina: "Ti pòpa, quand che te polsi giusta un calzet!" (Tu figliola, intanto che riposi aggiusta una calza).