Tutto e li contrario di tutto

Per i molti impegni leggo poco i giornali e quasi nulla vedo alla TV: più di un mese di dieta mediatica mi hanno reso lo stomaco chiuso alle notizie, le leggo e non le sopporto.

Il Papa plaude al nuovo clima politico, e oggi Bagnasco se la prende con il governo per le intolleranze con gli immigrati come se non sapessero che l’elezioni hanno dato il risultato a cui si plaude proprio per la forte carica xenofoba che aleggia in Italia.

Allora li benedice o no? I leghisti li cacciano e il papa li vuole? Leggi più severe e Bagnasco vuole i ricongiungimenti familiari, come la mettiamo?

Forse è più facile occuparsi dell’immondizia di Napoli perchè di quella morale non ci si libera facilmente.

Spettacolo rinviato a domani

Accidenti! Il tempo non promette bene e lo spettacolo di Giulio in Castello è rinviato a domani, e se continua il maltempo si rinvia a data da destinarsi.

Un peccato anche perchè domani devo essere a Sesto e quindi me lo perdo.

Dilemma: parto stasera?

Stupore

Caramatteo
Alberto mi ha regalato una sua foto e un libro: mi imbarazzano e mi riempiono di gioia queste situazioni di generosità gratuita, di dono per il piacere di donare.

Mi viene in mente il quadro di Caravaggio in cui San Matteo si guarda stupito a dire "Proprio io? sei sicuro?" "Cosa ho fatto per meritarmi un simile onore?".

Eppure non ci sarebbe nulla di strano perchè il mondo è pieno di persone straordinarie e gentili come Alberto, che spesso non vediamo per la fretta di guardare chissà cos’altro.

Quella con Alberto è una simpatia "animalesca" non motivata da ragioni di rapporti di lavoro profondi, ma semplice "assonanza percepita", gusti comuni per la musica, la montagana, la famiglia, l’immagine, la pace.

Mi stupisco ma poi mi specchio perchè anche io in fondo sono così: mi piace leggere la gioia e lo stupore negli occhi di chi riceve una mia attenzione, una gentilezza, anche solo una parola.

Eschermani
Ed ecco un’altra immagine: un quadro di Escher che simboleggia, per me, il legame profondo tra noi e gli altri, il fatto che la vita che noi disegnamo nasce nel contempo dal disegno che gli altri fanno di noi, di come noi siamo artefici di come il mondo ci restituirà ciò che abbiamo donato.

Non dovrei stupirmi?

Carlo Riggi

Esuberanzam
Alberto Bregani mi ha regalato un libricino "L’esuberanza dell’ombra" di Carlo Riggi un fotografo siciliano che è anche psicoterapeuta (o viceversa).

E’ una lettura veloce ma illuminante per chi ama la fotografia e la riflessione filosofica sull’arte e penso subito che vorrei regalarlo a Massimo, a Gallizio e a Marco.

Mi ritrovo in molte considerazioni di Riggi
"Fotografare è ascoltare più che guardare"
"Presuppone di lasciarsi attraversare dagli stimoli senza avere una precisa idea di cosa si voglia ottenere"
"La ricerca della bellezza è strettamente legaa alla ricerca della verità"
"La fotografia nasce dal collimare di una ‘preconcezione’ con un evento"
"Il pensiero è mosso dall’assenza… in una fotografia  è importante ciò che non c’è"
"Il luogo è uno stato della mente"
"L’essere soli quando si scatta è fondamentale, non per amore della solitudine, ma per una necessità di silenzio"

Come dice la quarta di copertina, "… un libro dedicato a tutti coloro che non hanno perduto il gusto di giocare, di sognare e di stupirsi".

Non solo classica

Al concerto non suonavamo solo musica classica ma anche brani moderni (due di Morricone e due pezzi molto noti come We Are The World e What a Wonderful World) ma la novità è stato l’inserimento di due pezzi più roccheggianti.

Honky Tonk Train Blues, è un "classico" del blues e, per quanto possa sembrare strano, è più difficle da suonare per l’orchestra di quanto non lo siano alcuni pezzi classici: siamo in tanti (ben diverso quando suoni in quattro con basso-chitara-piano-batteria) e i ragazzi non sono abituati a suonare "a orecchio" e devono sforzarsi per lasciarsi andare e "sentire" il giro di blues. Ci sono spazi per migliorare gli assoli ma siamo sulla buona strada, soprattutto perchè il mix tra strumenti acustici e elettrici, che crea non pochi problemi per trovare i volumi giusti, mi sembra già ad un ottimo livello.

Aristogatti Suite. Secondo me è il pezzo più difficile che abbiamo in repertorio, per la lunghezza (dura 7minuti anche se qui nella versione ridotta ne dura 4,30), ci sono continui cambi di ritmo e di intensità, pause, stacchi, riprese e dovremo trovare un "sound" come si suol dire, che verrà solo dopo aver ripetuto il pezzo tante e tante volte in pubblico, suonandolo per gusto e divertimento e non vincolati esageratamente alla partitura. Anche qui siamo sulla buona strada e ci dobbiamo ancora aggiungere il brano lento (che abbiamo tagliato per oggettiva difficoltà nelle prove) che completa la suite.

Histoire

Mi pare azzeccata questa vignetta che mi manda dalla Francia il mio amico Jacques:

(come sempre, clicca per ingrandirla)

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Shadenfreude

E’ una parola intraducibile (grazie a Chiara per le precisazioni) che è composta da "Shaden" = danno e da "Freude"= gioia.

La parola tedesca indica quella condizione emotiva che proviamo quando assistiamo ad una disgrazia altrui e in cui assieme alla solidarietà per il malcapitato, abbiamo anche una sottile soddisfazione perchè la sventura non è toccata a noi.

Un esempio di Shadenfreunde vi prenderà alla fine di questo brevissimo video: