Vigilia

Nel pomeriggio abbiamo dato gli ultimi ritocchi alla scena, fatto i puntamento finale dei fari con Giulio, provato le scene parlate con i ragazzi e direi che è tutto pronto per domani.

SOno cinque mesi di lavoro che vengono a compimento e so che da un certo punto in poi, da quando Alberto darà il via con la bacchetta, tutto si svolgerà in fretta e avrò la stessa sensazione che, credo, abbia Marina quando prepara una cena elaborata, che so, il baccalà ripieno, che richiede una lunga preparazione, cura e attenzione e che poi in due ore scompare.

Uno spettacolo è una specie di mandala, una di quelle creazioni "effimere" in cui la bellezza offre il suo splendore scomparendo come la fenice pronta per rinascere.

Era una sera intensa

Fenicie_1Mentre aspettavo il "verdetto" (spettacolo in castello o al chiuso) ho guardato il lago e il cielo per avere una possibile risposta tra pioggia o no e questa immagine vi rende l’idea del dilemma: essere delusi per la probabile pioggia e per il possibile vento oppure essere felici per la bellezza di tanta intensità?

Straordinari!

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Davvero bravissimi i ragazzi del liceo stasera: il più bello spettacolo che abbia visto finora, recitazione impeccabile, emozione che arrivava intensa, grande effetto scenico e un testo difficile ma pieno di significati eterni come Le Fenicie di Euripide.

Lo spostamento al teatro Paolo VI, non ha giovato forse alla poassibile maestosità del lavoro ma ne ha esaltato la passione, l’intreccio di affetti, di destini avversi e ineluttabili che i ragazzi interpretavano con sguardi e gesti che non li avevo mai visti fare nelle rappresentazioni degli scorsi anni.

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Passionale e di grande energia Giulio nella parte di Polinice (bellissimo il dialogo scontro con il fratello Eteocle) e mi ha riempito di emozione (e di orgoglio) sentirlo recitare così, un lungo monologo in cui ha reso bene la disperazione di dover combattere contro la propria città e nel contempo l’amore per essa, il dovere di combattere per il rispetto del patto e il dispiacere di dover combattere contro il proprio fratello.

Molto brave le ragazze che interpretavano il coro ma soprattutto
bravissime le ragazze che impersonavano Giocasta, ciascuna che Fenicie_11esalta un lato del carattere di questo persoonaggio straordinario:
Giulia è la Giocasta materna, passionale come una madre mediterranea, Michela la Giocasta decisa a non darsi per vinta, che lotta per impedire un fato tanto crudele, Lucia la Giocasta che soffre l’ineluttabilità del destino e il dolore insostenibile che porta con sè.

Decise nella recitazione ma mai impostate, gli sguardi e i gesti sempre in perfetta sintonia con la situazione, incuranti del pubblico e pienamente nella parte.

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Molto bella la scenografia e i costumi e l’ora e mezza scorre senza un attimo di tregua, senza un calo di tensione fino al finale con l’immagine che ricorda la Zattera della Medusa di Gericault a simboleggiare il destino degli uomini sbatacchiati dal volere degli dei.

La replica sarà, speriamo in Castello, venerdì 30 maggio e consiglio fortemente a tutti di non perdersi questo spettacolo davvero straordinario (qui alcune foto che ho messo al volo su Flickr).

Io non me lo perderò di sicuro.