Saluti tra artisti

Stasera c’era mia nipote Irene a cena da noi e prima di uscire per il concerto, lei che recita e ha appena aiutato ad allestire lo spettacolo di fine anno della scuola di teatro dell’ANFFASS, mi ha fatto il classico augurio tra artisti: "Ehi zio.. merda! merda!" e un bel bacione.

Così ho salutato moglie, nipote e nipotine tra baci e "Merda!".

A vivere tra artisti sono cose che capitano e rallegrano il cuore.

Con quelli bravi si sta meglio

A lavorare con "quelli bravi" si guadagna sempre mi diceva Giampiero, uno dei miei maestri di vita ed è vero: stasera il concerto con Milena e Alberto (loro sono maestri e grandi suonatori) mi ha dato davvero una bellissima sensazione e riascoltando la registrazione anche le mie imprecisioni si nascondono bene e anzi mi sembra di non sfigurare affatto. Inutile dire che sono contento e compiaciuto del livello acui sono arrivato.

Se volete riascoltare il concerto ecco qui i brani:

Dalla Sonata per Flauto Clavicembalo e Basso Continuo di Bach (BWV 1033)

Allegro

Adagio

Minuetto

Di Evaristo Felice Dall’ Abaco (grazie a Fulvia, la maestra di violino che ha scelto il brano e a Anna che mi ha chiesto di studiarlo per accompagnarla nel suo saggio di fine anno)

Sarabanda e Aria

Aria (ripetuta a chiusura del concerto)

Buchi neri

Sto aspettando una spedizione dagli USA (il software e l’interfaccia per le luci teatrali) e il tracking della spedizione è stata dettagliatissima fino a quando il pacco è partito da Chicago per l’ Italia mercoledì 16: da allora nessuna notizia, che sia caduto in un buco nero?

Musicogirovago

Par64led
Anche ieri ho passato la giornata a studiare il software di lighting e con Giulio abbiamo iniziato a disegnarre le luci dello spettacolo.

La mattina l’ho passata da Cavalli, il più fornito negozio qui in provincia  di strumenti musicali e forniture per orchestre, a comperare il materiale per la scuola e tutto il necessario per lo spettacolo.

Tornare con la macchina carica di attrezzatura mi ha fatto ricordare i tempi di quando suonavo e anche il viaggio era parte della vita del musicogirovago: sdraiato sull’ amplificatore del mio basso che prendeva il posto del sedile posteriore della NSU Prinz azzurrina di mio padre.

In fondo eravamo dei giostrai, felici di far divertire gli altri.

Ho già chiesto il consenso a Marina per montare l’impianto luci qui in casa così io e Giulio possiamo studiare e imparare anche rubacchiando le mezz’ore agli altri impegni, e mi piace quel "disordine" dei cavi, delle prese elettriche, che fanno tanto spettacolo.

Abbiamo un mese per preparare il tutto e dovremmo farcela: il 23 si debutta al teatro Giovanni XXIII a Desenzano e il giorno dopo al chiostro di San Giovanni a Brescia.

Come un applauso

Ieri mi ha chiamato Cesare per dirmi che il cliente per cui abbiamo realizzato lo spot gli ha telefonato per complimentarsi del risultato: è come ricevere un applauso alla fine di un’esecuzione per cui hai lavorato sodo.

E’ davvero una bella sensazione.

Spot divertenti

Davvero carini questi spot della Ameriquest Mortage che mi segnala Carlo Malaguzzi dagli USA, si giocano tutti sullo slogan "Non giudicare dalle apparenze, noi non lo facciamo".

E poi già che c’ero ho trovato questi

E questo di Microsoft (poi censurato) davvero simapatico

Uno in trio

Venerdì sera c’è la presentazione della ristrutturazione del Duomo di Desenzano e hanno chiesti alla Scuola di Musica di accompagnare la serata con qualche brano di musica appropriata.

Alberto e Milena mi hanno chiesto e ho accettato subito: suoneremo in trio una sonata di Dell’Abaco e tre movimenti della prima sonata per flauto clavicembalo e violoncello di Bach.

Che bello vedere sui manifesti "Con la partecipazione dei ‘Solisti della Scuola Mozart’ " ed esserci. Mi metterò il vestito bello.

Un Berlusconi pacato

Ascoltavo Berlusconi stamattina a Radio Anch’io e l’ho trovato pacato e convincente, per nulla arrogante: non sono contento che abbia vinto è ovvio ma se il tono e lo stile fosse questo staremmo davvero diventando più normali di prima.

Oggi addirittura mi ha telefonato una mia ex fidanzata di gioventù dalla Germania per chiedermi come è possibile che gli italiani lo abbiamo votato e io ho risposto che siamo un paese sensazionale in cui vota l’80% dei cittadini e che se scelgono così  è perchè ritengono la sua proposta più convincente, può non piacerci ma è la forza della democrazia.

Rastrelli

Oggi la mia maestra di violoncello mi ha parlato di questo quartetto russo-tedesco, i Rastrelli (non c’entra il giardinaggio c’entra un architetto italiano diventato famoso alla corte dello zar, tale Bartolomeo Rastrelli e dato che 3 dei componenti del quartetto vengono da SanPietroburgo che Rastrelli di fatto disegnò 300 anni fa, ne stanno tramandando il nome), ne ho visto il video su YouTube (il "Blue Rondo a la Turk" di Dave Brubeck)e ho subito comperato un CD su iTunes (grazie a Lorenzo e Lucia).

Un pò più normali di prima

Io non mi scandalizzo del voto alla Lega che essendo un voto di protesta, esprime uno stato d’animo diffuso di malcontento che si riconosce in slogan facili e qualunquistici: basta tasse, fuori i terroni dal nord, non se ne può più degli extracomunitari e così via.

Sono contento che ci sia una coalizione che ha i numeri per governare (avrei preferito l’altra ma era utopico che accadesse) e una minore frammentazione dello scenario politico complessivo.

Temo che per il PDL sia una vittoria con qualche problemuccio (il peso della Lega non può far felice AN) e comunque devono gestire una situazione economica non proprio florida.

Mi sarebbe piaciuto qualche senatore in più al PD, non tanto per rischiare lo stallo quanto perchè ci sia il segno che non c’è solo l’Italia incazzata e che protesta, c’è anche chi la pensa in modo diverso e mi preoccupa il fatto che il tradizionale spostamento a sinistra della camera rispetto al senato non ci sia: che i giovani siano conservatori non lo ritengo un buon segno.

Sono contento che Bertinotti si sia dimesso e che la destra non abbia il quorum e che Veltroni abbia telefonato a Berlusconi riconoscendone la vittoria: mi sembrano atteggiamenti normali in un paese serio.