Ieri sera siamo stati con i ragazzi della Scuola di Musica e con Marina e Giulio al concerto della Omnia Orchestra: una serata molto piacevole, musica non difficile, buona esecuzione e un bel finale con Pierino e il Lupo recitato da Don Mazzi e un disegnatore che accompagnava le parole e la musica con un fumetto "in diretta" della fiaba.
Ho chiacchierato a lungo con Giacomo Montanini, il mio caro amico socio fondatore dell’ orchestra e "tesoriere" dell’associazione, sulla vita dura della musica in Italia.
Abbiamo fatto due conti sul costo di una serata come questa: 50 orchestrali (la formazione ridotta) che prendono 250 euo a testa (incluse le prove), il Comune che fa pagare 4.500 euro per l’uso del teatro per una sera (ma non dovrebbero promuovere l’utilizzo degli spazi pubblici?), il materiale promozionale.
Senza sponsor la musica non esisterebbe anche perchè il pubblico non è certo tanto numeroso da pagare nemmeno un decimo dei costi.
E’ un circolo vizioso, non c’è sostegno alla proposta musicale, l’offerta è bassa e la gente non viene. E non è solo il caso di Brescia, città più interessata alla finanza che al pentagramma, basta ricordare il racconto di mio cugino Mimmo sulle vicissitudini dell’orchestra Verdi di Milano o parlare con qualunque musicista che dopo anni di studio e di fatica, campa a malapena saltabeccando tra una lezione, un concerto e un orchestrina da matrimonio.
So che non hanno sorte migliore i teatranti e chiunque provi ad abbellire questo mondo con forme d’arte di vario genere ma il mal comune non mi dà nemmeno mezzo gaudio.
In macchina Giulio mi chiedeva perchè Giacomo e altri sponsorizzino eventi del genere e io gli spiegavo che è un modo intelligente e diverso di "fare pubblicità". "Ma gli ritornano i soldi investiti?" chiede Giulio "Non credo" gli rispondo: "Allora è sostanzialmente un mecenate, un filantropo."
Già, un filantropo, filos= amicizia, affetto, anthropos= uomo, un amico dell’uomo, qualcuno che fa del bene all’uomo che c’è in ciascuno di noi e lo fa per amicizia, per amore.
Associo questi pensieri a quello che spesso dice Alberto, il direttore della Scuola di Musica: "avere 110 bambini e ragazzi che studiano musica mi fa sentire davvero utile, perchè so che la loro vita sarà migliore e anche il mondo di chi ci sta intorno."
Lo spettacolo che stiamo preparando si chiama "La musica ti colora" e ho questa immagine in testa: di noi musicanti dilettanti e approssimati che andiamo in giro con un barattolo di vernice per ciascuno e cerchiamo di rinfrescare i colori delle panchine, dei parchi gioco arrugginiti, dei lampioni e delle ringhiere .
Perchèlo facciamo? Per FILANTROPIA.
Purtroppo è così! In una città come Milano, per fare un esempio, se si parla di musica tutti pensano solo alla Scala. Ma non c’è solo la Scala che fa musica a Milano, per fortuna! Però un’azienda, soprattutto se nell’orbita del pubblico, se pensa di dare dei soldi per la musica a chi li dà? Alla Scala. Fa figo dire che sponsorizzi la Scala mentre se scrivi che sponsorizzi la Società del Quartetto o la Verdi sei sempre costretto a dire chi sono. Ora la Verdi ha avuto una sponsorizzazione pubblica, addirittura il presidente della Repubblica Napolitano che l’ha invitata a fare il concerto per il Papa nel terzo anno di pontificato il prossimo 24 aprile in sala Nervi. Speriamo che sia un’occasione per avere un po’ di visibilità! Io, in quanto socio dell’orchestra, ci andrò e mi tiro dietro la famiglia. Sono anche contento perchè l’anno scorso stavano per chiudere ma grazie anche alla cocciutaggine e alla testa dura di gente come noi soci che abbiamo tutti rinnovato la nostra quota associativa, abbiamo dato coraggio a questi ragazzi (mi pare che l’età media si di 28 anni) e abbiamo voluto che l’attività andasse avanti. Ora poi, forse, arrivano anche dei soldi da Rutelli per cui speriamo che si cominci a vedere la luce in fondo al tunnel. Comunque è dura ed è ancora più dura se si considera che i già pochi soldi che il comune destina alla cultura spesso vengono spesi in direzioni piuttosto discutibili, tipo il festival MITO per il quale l’anno scorso il comune ha devoluto 3 milioni di euro per 3 settimane di festival e zero euro alla Verdi che lavora quasi tutti i giorni dell’anno per garantire un servizio alla città e non solo.
Desidero incoraggiare tutti quelli che hanno una passione che li porta a migliorare il mondo e di cui hanno consapevolezza a continuare a coltivarla, esercitarla e trasmetterla. Non è solo una questione di soldi, è una questione di vita. Concordo che gli artisti non vadano mortificati, anzi, sono i veri artisti che mortificano alla fine chi non diventa un po’ più filantropo dopo aver goduto di quello che ci regalano.