Eccoci rientrati dal Music Camp: oggi grande prova del concerto a porte chiuse e concerto pubblico finale per i genitorinella piazzetta davanti alla chiesa.
E’ andata benissimo, Marina una certezza in cucina e pur essendo stanco morto sono sazio e ben pasciutto.
Tre giorni a fare musica assieme sono un’esperienza straordinaria e sono successe tante cose che spero di avere il tempo di fissare nella mia memoria e nel blog, me ne appunto alcune prima che mi scappino:
– Tre giorni, 20 ragazzi, nemmeno uno screzio o un litigio, che sia la musica?
– Nelle pause delle prove alcuni si ritiravano in camera con il canzoniere e li sentivo cantare Guccini e Dalla, è perchè di musica non se ne ha mai abbastanza?
– La prova dello spettacolo era una sfida, mai avevamo suonato 18 brani uno dietro all’altro, 1 ora e venti di musica: c’era nell’aria una concentrazione e una "forza" stupefacente. Quando alla fine è andato tutto bene, i ragazzi avevano gli occhi brillanti di chi arriva al rifugio dopo una camminata che pareva impossibile.
– In piazzetta poi abbiamo suonato come mai avevamo fatto, i brani erano gli stessi eppure si sentiva che qualcosa era successo: sciolti, affiatati, rilassati, allegri. Come passeggiare dopo la scalata, tutto ti sembra possibile.