Il mito di Pedro Cordabalan

Ieri ho presentato a Milano "Gocce" il libro di Marco Maiocchi e negli accordi c’era che avrei dovuto parlare di un mitico personaggio, Pedro Cordabalan che sarebbe poi arrivato a completare la presentazione, e che per pura coincidenza anche io avevo conosciuto molto tempo fa.

Mi è bastato l’accenno del tema, come musicisti affiatati che accennano
semplicemente il riff, e ho sviluppato l’idea con passione e anche
grazie agli spezzoni dei lavori "ufficiali" che svolgo, ne è venuta
fuori una cosa niente male.

Per l’occasione Marco distribuiva ai presenti una mini-biografia di
Pedro Cordabalan (che io avevo avuto in anteprima per sviluppare il mio
intervento) e due ragazzi canatavano di tanto in tanto il brano "El
trepiche", composto da Pedro nel 1980 e che gli era valso un Grammy
Award.

Tutti i partecipanti erano convinti ed emozionati della storia di
Pedro, delle sue lezioni di vita, di come nel suo messaggio ci sia
l’invito per tutti noi a non smettere di cercare con passione la
propria strada.

Quando alla fine Marco mi annuncia ahimè che Pedro non può arrivare e
che è bloccato all’aeroporto di Miami, perchè pare sia stato chiamato
da Raoul Castro per fare il ministro della cultura, e io annuncio la
notizia ai presenti, ancora non si coglie che è una finzione e ci vorrà
il successivo intervento di Giorgio, il coautore del libro,  a chiarire
che Pedro non esiste.

Molti hanno però insistito a chiedere: ma davvero non c’è? davvero non
esiste? Come se la storia, così appassionante fosse un peccato finisse.

Marco, da sottile analista dei mondi virtuali ha affermato felice:
"Prima non esisteva, ma ora esiste!" e come dargli torto? E’
un’esistenza virtuale, da avatar, ma l’emozione con cui  stato accolto
e narrato gli ha dato uno spessore che lo fa esistere.

Sulla strada del ritorno con Giulio e Daniel abbiamo disquisito
lungamente sulla lezione del pomeriggio: sulla volontà della gente di
credere alle belle storie, sulla realtà e la verosimiglianza, su reale
e virtuale e sul modo per narrare credibilmente una storia e abiamo fatto paragoni con quel bellissimo film con De Niro e Dustin Hoffman che è Sesso e Potere (Wag the dog).

Per conto mio, ho seguito un modo "emotivo" hce spiega il successo
dell’operazione: ho visualizzato una persona reale e ho pensato a lui
quando scrivevo la presentazione, ho espresso con sincerità concetti
che affidavo alla "voce" di Pedro ma che esprimono in realtà le mie
convinzioni profonde e il risultato era una comunicazione credibile e
forte perchè forti e convinte eranno le idee sottostanti.

Inutile dire che mi sono divertito: ho persino ricevuto i fiori destinati a Pedro.

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