Algeri

Algeri_3Nell’accompagnarci all’aeroporto dopo il pranzo e il pomeriggio di relax, la mamma di Karima ci fa attraversare Algeri con un rapido giro turistico  punteggiato dalle mie domande e dalle risposte che segno sul mio blog-notes.

MI colpiscono i tanti posti di blocco e i pressanti controlli di polizia: il timore di attentati sommato al burocratismo tipico dei governi socialisti mi sembra ne siano la spiegazione ovvia.

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Il dopo rivoluzione

Sorriso
Nel tragitto dall’aeroporto a casa delle zie, ci faceva da guida sia automobilistica che antropologica, la mamma di Karima, una donna estremamente dinamica e piena di energia.

Medico in pensione ci spiegava delle grandi trasformazioni in atto nel suo paese, di come uno stato profondamente laico nato dalla rivoluzione del 1962 che aveva portato all’indipendenza dalla Francia, in cui tante donne avevano giocato un ruolo attivo, (chi non l’ha visto si riguardi "La Battaglia di Algeri" di Gillo Pontecorvo) e che ora pian piano assisteva ad una lenta "islamizzazione" che trovava alimento da una crsi economica  strisciante ma che si sentiva soprattutto nei ceti medio bassi.

Guardando le moltissime donne velate si inalberava "Il y a quinze ans, n’y avait pas tout ca!", quindici anni fa non c’era tutto questo! Hanno regalato i veli davanti alle moschee e poi piano piano nei quartieri la cosa è diventata di fatto obbligo. Gli Algerini sono sostanzialmente laici e come è ovvio ho così scoperto che ci sono, come da noi, tanti "popoli" diversi fra loro che coesistono nel medesimo confine, dai Kabil che pur essendo tra i protagonisti più attivi della rivoluzione si trovano poi perseguitati e costetti a rinunciare alla loro lingua di origine berbera: un pò come accadde dopo la resistenza da noi, in fondo.   

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Ospitalità mediterranea

TavolaAvevamo un lungo intervallo di tempo tra l’arrivo ad Algeri e il volo per Djanet e la famiglia di Karima aveva preparato un fantastico pranzo per ospitarci e per trascorrere insieme le lunghe ore dell’attesa.

Così eccoci stipati su due automobili con tutti i bagagli e mamma e zia di Karima che ci portano a casa di quest’ultima sulle colline sopra Algeri.

A casa c’è l’altra zia che ci accoglie ed è tutto un abbraccio (qui si danno quattro baci sulle guance!) e un "come state!", "che piacere che siate qui!", "forza che è pronto in tavola!".

La mamma di Karima ha preparato il tutto ma dato che vive in pieno centro e il parcheggio è impossibile, proprio come a MIlano, ha trasferito il cibo a casa della sorella in collina.

Ci sono olive e carciofi, cous cous allo zafferano e dolci di miele e mandorle e non posso non pensare che è lo stesso calore umano che troviamo nel nostro sud o nelle nostre campagne.

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Spam da aggregatore, baco o burloni?

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E’ già un paio di volte che mi capita che il mio aggregatore Bloglines mi segnali dei nuovi messaggi da leggere da parte di uno dei blog che tengo "sotto controllo RSS" e mi ritrovo invece post di gente che non c’entra affatto: ieri il blog di Guido Tripaldi che mi proponeva una serie di post di un signore parlava di un party, e poi sia da Antonio che dal Clusit una serie di post sulle biciclette.

Non capisco se si tratta di un baco di Bloglines o di qualcuno che "si intrufola" per farmi vedere cose che non mi interessano.

Anche Matteo Balocco mi aveva segnalato una cosa simile relativa al mio feed RSS in un suo commento recentissimo. Mah.

Scelta difficile

Tadrart08r3_30Scegliere nel secondo lotto di fotogrrafie è stato più difficile perchè le dune rosse di Tin Merzouga e quelle gialle di Mulenaga e in più il percorso tra le rocce, hanno creato condizioni di luce e di contrasto ottimali e c’erano davvero un sacco di belle immagini tra cui scegliere.

Alla fine su 300 scatti, mi sono costretto a 35 ma ce ne sono parecchie con due stelline che meriterebero la terza: se non sto "basso con i voti" come faccio con i prossimi rullini e soprattutto come faccio a selezionare 5 immagini 5 per sintetizzare il viaggio?

Anche queste sono su Flickr nel fotoset Tadrart.

Aficionados

Guardavo con curiosità le statistiche di accesso al blog e notavo come nel periodo in cui ero in viaggio e impossibilitato a scrivere, il numero di accessi giornalieri fosse di poco inferiore a quello che solitamente registro: è come se gli aficionados a questo blog, nonostante il mio avviso prima di partire, sperassero che in qualche modo potessi scrivere o ci fossero delle notizie.

E’ una forma di affetto che mi fa piacere.

Una firma al volo

Il mitico Quintarelli mi ha beccato all’aeroporto di Algeri proprio quando stavo per uscire dalla coperura telefonica per una settimana e mi ha chiesto di firmare un testo che avevo scaricato al mattino prima di partire: potenza delle comunicazioni e della rete!

L’ho firmata senza indugio questa Lettera aperta al Dott. Vespa su Blog, Internet e mass media e sono contento che sia citata sul Sole 24 ore di oggi.