Ci sono cose inutili che ho scoperto di aver portato con me:
– le borracce per l’acqua e il disinfettante per potabilizzare (al mercato a Djanet abbiamo preso le bottiglie da un litro e mezzo di acqua minerale)
– il cappellino per il sole (abbiamo imparato a usare lo cheche (si pronuncia scesc) il turbante tipico dei Tuareg che ripara dal sole, protegge dal vento, ripara le orecchie, protegge dalla sabbia e dalla polvere e tanto dal caldo quanto dal freddo la sera. Sono quattro metri di stoffa e il segreto (che ho imparato, come si vede dalla foto che mi ha fatto Marina) è di come legarlo attorno alla testa.
– la cioccolata lindor (pessima idea tenerla nello zaino, mi si è sciolta tutta e ha macchiato giaccavento e altre cose che c’erano.
-due maglioni (ne basta uno e poi ci si cambia molto poco perchè tanto sei sempre impolverato e non è il caso di fare i fighetti)
-lamette e schiuma da barba (per dieci giorni vale la pena di lasciar perdere dato che ti "lavi" con le salviettine preumidificate e l’acqua la usi solo per lavarti i denti)
Miiii, quant s’i bbell!
Una vera trasformazione dal montanaro che conosco!
Che fico, Gigi!
Ma vogliamo vedere anche Marina in versione adventure, eh!
Bacioni a tutti e due
la cioccolata nel deserto noooooooo!!!