Caos per niente calmo

Stamattina mente beviamo il caffè e ascoltiamo il gr delle 7 una raffica di notizie che ci fanno sobbalzare:
– La CEI, per bocca di don Anselmi, attacca il film Caos Calmo per la scena di sesso e invita all’obiezione di coscienza "sarebbe bello che qualcuno di questi
professionisti facesse obiezione di coscienza e si rifiutasse di girare
scene erotiche volgari e distruttive"
– A Napoli una donna esce dalla sala operatoria e si trova la polizia che la interroga a seguito di una telefonata anonima e indaga su un presunto "feticidio" (ma c’è questo reato?) senza rispetto per il dramma di chi ha preso una decisione sofferta e dolorosa.
– Giuliano Ferrara si vuole presentare con la "Lista per la vita", Berlusconi cavalca gli "ideali" della chiesa e ripropone i tormentoni delle tasse, dell’ici, della paura.

A questo punto Marina sbotta: "Oggi apro il mio blog! Non si può stare zitti!".

A sentire questa reazione l’incazzatura mi si affievolisce: se la reazione di tanti fosse quella di uscire e partecipare, di non tacere e di far sentire la propria voce, di certo potremo cambiare il mondo in meglio.

Una buona notizia: Barak Obama vince in Maryland, Virginia e Washington DC, il cuore amministrativo americano: Yes we can.

4 Replies to “Caos per niente calmo”

  1. Purtroppo ho sentito anch’io queste notizie.
    Se perfino Zeffirelli, pare, è intervenuto parlando della perdita del senso della misura da parte di tanti saccenti, vuol dire veramente che si sta esagerando. Io vorrei sapere di cosa ha paura la CEI. Sicuramente del sesso in quanto tale che è un elemento eversivo e poco controllabile. Secondo loro anche l’uso del preservativo è disdicevole come se chi usa il preservativo fose un irresponsabile, un immaturo, uno dedito solo al vizio, alla crapula ed alla gozzoviglia. Adesso vanno all’assalto della 194 e si vedono già gli effetti con la connivenza anche della magistratura perchè una telefonata anonima dovrebbe essere cestinata d’ufficio e non dovrebbe mai far partire un’indagine ed anche una perquisizione fatta sulla base di una segnalazione anonima è nulla. Oltretutto la signora era al primo figlio e credo che abbia soffero molto per quello che ha scelto di fare. Però la giustizia italiana è così: precisa, tempestiva, non lascia mai indietro un abuso, rapida, uguale per tutti, e non può guardare in faccia, si fa per dire, neanche ad una madre e ad un feto posto sotto sequestro. Ma la donna cos’è, solo uno strumento di riproduzione che deve stare zitta (Pio IX diceva: “La dona bisogna che la tasa, che la piasa e che la staga in casa.”) o è una persona umana? La chiesa poi è strana, perchè da un lato idealizza la figura di donna nella Madonna ma poi ha una considerazione della donna che non va molto oltre la tentatrice Eva e cerca in tutti i modi di controllarla e di metterla sotto tutela.

  2. Ieri mi è successa più o meno la stessa cosa. Una collega mi ha chiesto dove doveva andare in rete per dire la sua, riguardo la 194. Le ho dato un paio di indirizzi, alcuni sono blog. Con una gran raccomandazione: “Mi raccomando, non ti intimidire, di la tua, lascia commenti, partecipa.”
    L’ho quasi convinta a mettersi l’adsl a casa. Per il blog mi sembra presto.
    … E la mia missione di evangelista qui alle terme va avanti 😉

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