Intevista al Messaggero Veneto (aggiornato)

Sabato sul Messaggero Veneto è uscita un’intervista che io e Stefano Quintarelli abbiamo dato al Messaggero Venedo che ne ha fatto un buon articolo a commento di State Of The Net.

Peccato per il titolo che dice più o meno "Internet e i blog crescono: Italia in ritardo" ed è l’ennesima voglia di farci del male e non di sottolineare come proprio a Udine si è dato un segno di attenzione e vitalità importante.

Speravo di ritrovarlo on-line ma non c’è: peccato, spero nella rassegna stampa di SOTN.

5 minuti dopo – Potenza della rete! Grazie al bravo Sergio Maistrello che è uno degli organizzatori di SOTN, ecco che mi arriva il testo dell’intervista.

Questi i temi della prima giornata di State of the net anche oggi al Visionario di Udine
Internet cresce, l’Italia resta indietro

UDINE. C’è una contraddizione fortissima che contraddistingue internet oggi: da una parte, come ha ricordato David Sifry, i 120.000 blog che vengono attivati ogni giorno nel mondo. Dall’altra la lentezza primitiva delle possibilità di navigazione a disposizione in Paesi come l’Italia, dove le rendite di posizione del maggiore gestore, che non aggiorna le reti e mantiene costi elevatissimi di connessione, monopolizzano l’intero mercato.

Una sintesi che illustra l’aspro conflitto in corso fra innovazione e conservazione che partendo dalla rete viene a interessare l’intera società. Perché non solo di conflitto tecnico si tratta, ma di vero e proprio confronto sul concetto di conoscenza, di informazione e di democrazia.

Questi temi della prima giornata di State Of The Net iniziato ieri al Visionario di Udine e che continuerà anche oggi indagando, come suggerisce lo stesso titolo, lo stato della rete. Questo evento fonda ogni discorso sull’innovazione che sarà al centro, nei prossimi giorni della fiera Innovaction. Nella prima giornata ci si è concentrati sul conflitto fra volontà di perpetrare il "vecchio", con i costi, i dazi, le gabelle che lo caratterizzano, e la volontà esplosiva della rete di condividere conoscenze e competenze in un progetto globale di democrazia.

La prima testimonianza è quella di Gigi Tagliapietra esperto di reti e informatica per il quale: «Stiamo vivendo un momento epocale della storia dell’uomo. Per la prima volta il suo pensiero viaggia più veloce della tecnologia». Un momento nel quale, per Tagliapietra, è possibile fare tesoro della storia occidentale dell’umanità per trasformarla in uno strumento ottimale per superare gli ostacoli del presente. «È una nuova etica quella che avanza, nella quale diventa centrale la cura delle cose, la relazione con l’altro» dichiara il presidente dell’associazione italiana per la sicurezza informatica.

Siamo di fronte ad una vera rivoluzione che investe la società, soprattutto economica: «Proviamo a pensare a Slow Food. È di fondo una buona idea. Fondata sul rispetto, sulla valorizzazione del passato per trovare una soluzione al futuro. Ma è anche un’idea economica che funziona, che ha creato un suo mercato, una rete di acquirenti fidati. Ecco le nuove funzionalità della rete ci stanno offrendo questa possibilità: fondare un nuovo mercato al cui centro ci sia l’etica del rispetto». L’importante è che l’etica diventi azione, imperativo categorico.

La soluzione, come ha ricordato Stefano Quintarelli, presidente di Eximia società specializzata in sistemi di sicurezza, è «Favorire il nuovo, con la certezza delle regole. In Europa il 50% della crescita del Pil deriva dalla Innovation e Communication Tecnology. Perché non la si sostiene?». La risposta, almeno per quanto riguarda l’Italia, è nell’anagrafe della nazione. Quintarelli propone anche una prospettiva inusuale: «Non è affatto vero che l’innovazione si faccia solo nelle grandi imprese. Al contrario sono le piccole imprese che quotidianamente trovano soluzioni innovative». Lo stesso accade per la produzione e la circolazione delle idee: «Un evento come State of the Net a Roma o Milano sarebbe rimasto impastoiato nelle sabbie mobili della rappresentanza politica: ci sarebbero stato ministri, sottosegretari, sindaci, onorevoli e grandi esperti. Ma di vero scambio di informazioni non se ne sarebbe prodotto».

Per Quintarelli la vera unica risorsa sono le giovani generazioni che devono togliere il potere ad una gerontocrazia lenta e mastodontica che sottrae linfa e spinta vitale alle imprese e alla politica. A sostegno di questo approccio gli interventi di Enzo Rullani dell’Università di Venezia e del giornalista Luca De Biase: «Se mille cercano un’innovazione e solo uno la trova la rete permette ai mille di conoscere e usare l’innovazione scoperta dal singolo» ha dichiarato Rullani. «Per questo – ha continuato De Biase – occorre che le piccole imprese rendano riproducibili e trasmissibili le loro scoperte innovative. Senza il racconto dell’innovazione restiamo più poveri e isolati».