Effetto risonanza

Saltabecco di qua e di là in rete per vedere l’effetto di risonanza (non nel senso markettaro del termine ma proprio di rimbalzo e ripropagazione) di State Of The Net.

A ben pensarci, già prima della conferenza gli annunci e i rimandi spontanei dei vari blogger e non, hanno dato all’evento una diffusione maggiore di altri modi di comunicare considerando che ciascuno ha un suo numero (piccolo o grande non conta) di lettori.

La cronaca, il live-blogging, le riflessioni al rientro dei partecipanti, i commenti ai post, le foto su Flickr, i video tutto sta contribuendo ad allargare di molto lo spazio dell’evento. Quanto "dura" un evento simile? Si misurerà in "tempo di lancio", "tempo di presenza", "tempo di risonanza" e "tempo di latenza"?

E pensare che io non sono nemmeno tanto capace di cercare o di diffondere adeguatamente i miei messaggi (in blogbabel non li vedo e mi domando …) per cui di sicuro mi perdo molto.

Alcuni dei post sono puramente emozionali (LaLui, Remyna) altri  più espliciti (o ermetici?) come quello di Mafe, e qualsiasi ufficio stampa o rassegna-stampa-del-dopo-fiera non li prenderebbe in considerazione eppure io li trovo straordinari e misteriosi, come una radiazione che continua a emettere chi è stato colpito a sua volta da un campo magnetico.

L’ immagine che ho è quella di una manciata di ghiaia lanciata dalla riva nelle acque del lago, quando poi vedi tutte le onde che ciascun sasso forma creando un suo insieme di anelli che sbattono contro gli altri formando ulteriori risonanze: la differenza è che quegli anelli "decadono" mentre questi restano nella rete pronti a rimettersi in movimento al primo link.

La profe di matematica di Giulio, qualche settimana fa mi diceva (in tutt’altro contesto) "Newton non aveva intuito che invece che di forza si dovesse parlare di energia", dovremo ripensare il modo in cui leggiamo eventi, non solo in termini commerciali, ma proprio perchè se usiamo unità di misura inadeguate ci sfuggirà il senso e la sostanza di ciò che è (o non è) accaduto

E pensare che c’è gente che organizza conferenze ed eventi e che mi chiede cosa bisognerebbe fare per fare qualcosa che funziona, ma devono essere evidentemente cechi e sordi a ciò che sta avvenendo se sentono il bisogno di chiederlo a un estraneo come me.

Mi domando se gli organizzatori stessi di SOtN si rendano conto del
potenziale che hanno, non tanto per il brand quanto per lo studio di un
fenomeno che non si è visto altrove e di cui nessuno sa niente: è come
riportare indietro una patata al ritorno dalle "Indie": non basta
stupire per l’oggetto bisogna imparare a mangiarla.

3 Replies to “Effetto risonanza”

  1. Gli organizzatori se ne rendono conto… in effetti uno degli obiettivi era proprio riuscire ad innescare questa risonanza. E’ una cosa comune ad altre conferenze, ma in Italia evidentemente è una cosa nuova.

  2. Lo so che tu lo sai, ma pensavo di più agli altri sponsor che (come già mi è accaduto in passato) possono non rendersi conto del dono che gli hai fatto

  3. mi permetto di “inserirmi” sul commento di valdemarin: in Italia ci sono sicuramente tanti eventi in cui la carica emotiva è forte; in Friuli, molti meno; il livello dei relatori è stato veramente di primissimo piano, in tutte le sue sfaccettature e l’energia che ha pervaso la sala veramente tanta. siete stati tutti veramente bravi ed io sono già in attesa dell’edizione 2009.
    maurizio cavazzoni

Comments are closed.