Alla radio (Gazzettino Padano, ma poi ripreso anche dai giornali) una notizia che la dice lunga che la suddivisione in caste ci avvicina all’India più di quanto vorremo.
Una volante della polizia, durante un inseguimento, ha un incidente e arrivano i vigili urbani: da prassi chiedono all’ospedale, dove le persone coinvolte sono ricoverate, che vengano eseguite le analisi del sangue per il test alcolimetrico: psicodramma! uno dei sindacati di polizia (non so bene quale) emette un comunicato indignato che si chiede "come si permettono i "corpi inferiori" di indagare e pretende addirittura le scuse.
I vigili ribadiscono che hanno semplicemente rispettato le norme e le procedure che sono previste per qualsiasi altro cittadino e per fortuna anche alla polizia qualcuno si accorge dell’imbecillità contenuta nel primo comunicato e dice che "le forze dell’ordine collaborano bla bla bla ".
Resta il fatto che siamo passati dal "lei non sa chi sono io" al "come si permette la tua casta (inferiore) di toccare un membro della mia".
E se i vigili sono "inferiori" noi credo facciamo parte degli "intoccabili".
A Milano i vigili sono i Ghisa e sono sempre stati un’istituzione, quelli a cui chiedi un’informazione. La polizia l’ho sempre vista con un certo sospetto. I più simpatici però sono sempre stati i carabinieri (dirai, ovviamente!) e soprattutto la mitica figura del maresciallo (“Ecchè, un maresciallo dei carabbinieri non s’improvvisa” diceva Totò). Una volta che passavo da Montichiari, andavo verso Lonato, subito dopo l’incrocio grosso dove ora c’è la rotonda, ho imboccato lo stradone che allora aveva il marciapiede sterrato e mi ha fermato una pattuglia di carabinieri. Documenti. Legge il nome, ammicca, e tra lo zio e il cugino che era il medico dei figli dell’appuntato, è finita a pacche sulle spalle. Comunque non avevo fatto niente.