Ascoltavo Radio Anch’io sorseggiando il caffè del mattino e ascoltavo la prima trasmissione da "campagna elettorale" e fno a aprile non ci sarà scampo.
Davvero strano paese il nostro in cui si dice "bisogna ridare la parola
agli elettori" con una legge elettorale che agli elettori non offre
nemmeno la possibilità di esprimere la preferenza. Più onesto sarebbe
dire "ridiamo la parola ai partiti", come dice Gaber in una sua canzone
"Un pò maleducato però più vero".
Strano paese in cui si dice che si vuole cambiare e ci si ripresenta la
stessa classe politica compreso il Berlusca che è indubbio ha
rappresentato una novità, ma dopo 14 anni dalla "discesa in campo" e
un’età non certo da Zapatero o da Barak Obama, obbliga a riflettere: in
fondo anche il Dash da più di trent’anni "lava ancora più bianco", ma
come sarà possibile? E’ possibile nell’emozione e non nella realtà.
Strano paese che rimprovera a Veltroni una scelta pericolosa perchè in
due mesi non ce la farà a vincere e che non riesce a pensare su fronti
temporali che non siano quelli del breve termine: cambiare costa,
cambiare implica rinunce e sconfitte lungo il cammino, cambiare
significa perdere compagni di viaggio e cercarne di nuovi e più
stimolanti. Ma se tu non cambi lo farà il mondo attorno a te.
Immagino cosa accadrà dopo le elezioni perchè è già accaduto a
Desenzano, che non è su Marte ed è in piccolo lo specchio della nostra
società: la destra vince ed esulta per il riconquistato potere, passa i
primi sei mesi a litigare perchè di potere si tratta, quando deve agire
scopre la sua pochezza ideale e prende a prestito le idee (dalla CEI o
dai Cuori Ben Nati di Rivoltella, non fa differenza) e vive i primi due
anni sulla scorta dei progetti di chi c’era prima (non conta da che
parte venisse, è la regola della burocrazia che impera).
Ha ragione Luca che il
cambiamento verrà ma non da Veltroni o Berlusconi o Maroni o Gentiloni
(ci sarà un rapporto emotivo tra gli ONI e la potenza e tra gli INI
(Fini, Dini, Casini, Marini) e l’impotenza? ) se sarà possibile verrà
da noi, dalla voglia di cambiare intanto il mondo attorno a noi, di non
cadere nell’indifferenza, di non vegognarci di esprimere le nostre idee,
di tornare a discutere PRIMA che i progetti vengano definiti per poter
influire e non dopo quando le scelte sono già fatte e il ruolo nostro diventa quello dei concorrenti ai telequiz "La risposta uno, due o tre?".
Non so predire il futuro, mi arrabatto a volte a costruirlo e so per certo che cambierà, cambierà perchè il cambiamento è l’energia della vita e perchè le montagne franano e "giganti" come il Muro di Berlino, la Pan-Am, la macchina a vapore, il telegrafo, sono scomparsi in un tempo istantaneo nella scala che ha per unità di misura la storia.
Per essere strano, è strano di certo. Inoltre conosco vari paesi esteri nei quali non si vota affatto, e lì il sistema elettorale è molto semplice, o si vota con vari sistemi più o meno validi, ma l’Italia credo sia l’unico in cui si vota con il sistema denominato “porcellum”. Comunque il problema non è quello di votare o di dare la parola al popolo sovrano ed altre amenità del genere che viene la nausea solo a sentirle, ma è solo quello di vincere le elezioni e quindi di avere posti e potere. Mastella e Dini, per fare un esempio, insegnano che per non rischiare di scomparire non ci si deve preoccupare di causare una crisi di governo pur di andare ancora a votare, di dare la parola al popolo, con un sistema elettorale, il porcellum, che potrà garantire loro ancora un ruolo e consentirà loro di tirare avanti ancora un po’. Poi si vedrà.
Non vorrei sembrare noioso, ma stamattina, mi alzo piuttosto presto, ho sentito una notizia che non conoscevo. Ho appreso che i partiti, anche se le camere si sono sciolte, continueranno a prendere quello che una volta si chiamava “finanziamento pubblico” e che ora si chiama “rimborso spese elettorali” (del resto c’è stato un referendum e si sono visti costretti a cambiargli nome)per i tre anni futuri e contemporaneamente prenderanno il rimborso per la nuova legislatura. Del resto bisogna capirli. Le spese per la vecchia campagna elettorale le avevano sostenute e non è colpa loro se è caduto il governo ed ora si devono sobbarcare nuove spese per le quali hanno naturalmente diritto al rimborso. Con questo sistema se si sciogliessero le camere tutti gli anni a regime un partito prenderebbe cinque rimborsi all’anno. Devo dire che sono veramente ammirato per la bravura e il genio ha hanno questi partiti a farsi le leggi che loro più interessano. E tutti ne approfittano compresi quelli che tuonano tanto su Roma ladrona, come la lega, che non sono secondi a nessuno quando devono dimostrare il loro attaccamanto alle posizioni di potere e alla cadrega (voce meneghina indeclinabile, usata nei test di lombardo per meridionali ed extracomunitari insieme a casöla, buseck, tugnit, pirla, kasciavit, balabiott e vadaviaiciapp e alla ripetizione a memoria di almeno un proverbio tipo “Mej un ratt in buca al gatt che un om in man a un avucat” o “L’è mej scampà debul che murì fort”).