Sgt. Pepper. La vera storia

PepperNon avevvo voglia di letture "pesanti" in questi giorni e mi ero portato questo "Sgt. Pepper. La vera storia." per continuare l’approfondimento che sto facendo sulla musica dei Beatles.

Un libro per cultori del genere, sicuramente, ma anche un flash su un anno mitico, il 1967, che è lo spartiacque di un cambiamento che segnerà i decenni a venire, nella musica come nella società e nel costume.

Io avevo tredici anni ma mi ricordo benissimo quando andai a comperare Sgt. Pepper e lo ascoltammo con gli amici in religioso silenzio sullo stereo di casa mia (dei privilegiati perchè avevamo il complesso e l’impianto era uno strumento di lavoro).

Non si era mai ascoltata una musica del genere, suoni nuovi, rumori, i pezzi tutti di seguito senza silenzi tra l’uno e l’altro, le follie della copertina (la prima con i testi, la prima con i gadget da ritagliare, la prima a libro), le tracce nascoste, gli ultrasuoni che solo i cani potevano sentire.

Come scrisse un critico musicale (Langdon Winner) nel 1968,

"Dai tempi del Congresso di Vienna, 1815, la civiltà occidentale non fu mai così vicina all’unità come nella settimana in cui venne pubblicato il Sgt. Pepper. In ogni città europea o americana, giradischi e radio suonavano  ‘what would you think if I sang out of tune’, ‘woke up, got out of bed’, ‘look much older, and the bag across her shoulder’, ‘Lucy in the sky with diamonds’, e tutti ascoltavano. Non avevo mai ascoltato nulla di tanto straordinario. Per un breve momento, la frammentata coscienza del mondo occidentale si riaggregò, quantomeno nelle teste dei giovani."

Buon viaggio

6gennaio_5Sveglia presto stamattina per salutare Paolo e gli altri amici di Foligno che tornano a casa.

Paolo è uno di quegli amici a cui ci si lega per sempre, nell’intreccio delle vite e del crescere dei figli.

Buon viaggio!

Che dire?

6gennaio_3Guardo e tanto mi basta.

C’è chi si è lamentato della poca neve, chi del cambiamento delle stagioni, chi del freddo.

Sembra quasi che nessuno sia più disposto ad accettare che la natura faccia ciò che fa senza curasi dei nostri desideri, seguendo un ritmo cosmico di cui poco sappiamo.

E invece trovo incantevole sapere che non controlliamo tutto ma che c’è il ritmo del sole e del vento, il tempo delle rocce e quello delle nubi a cui apparteniamo senza possederli.

Finalmente un pò di neve

6gennaio_4Stanotte finalmente il paese si è coperto di bianco, i tanti che stanno partendo stamattina andranno via con una bella immagine negli occhi.

In tre giorni siamo passati dai -20 ai 2 sopra di questa domenica in cui già il sole fa capolino.

Io partirò più tardi possibile, per evitare il traffico ma anche per "fare il pieno" di questa vista e farne scorta fino al prossimo ritorno.

20-C+M+B-08

6gennaio_1Non è una formula matematica con tre incognite, è il segno che venerdì sono passati come ogni anno "I cantori della stella", bambini vestiti da Re Magi che cantano una canzoncina, raccontano una poesia a più voci e raccolgono fondi per il terzo mondo più qualche dolcetto che abbiamo per tempo preparato per loro.

Caspar, Melchiorr, Balthazar (o qualcuno dice Christus Mansionem Benedicat) lasciano sulla porta il segno del loro passaggio, un calendario lento che cambia una volta l’anno e che ogni volta che apro la porta di casa mi dà il senso di appartenenza alla comunità.

Blog del Clusit

Stiamo attivando il blog del Clusit e stamattina ho sistemato un pò la grafica e l’impaginazione.

Credo che grazie alla forma e ai meccanismi del blog possa diventare una esperienza significativa per allargare il ragionamento e l’informazione in materia di sicurezza. Il CLUSIT raggruppa più di 500 soci di diversa estrazione e competenza e se si abitueranno ad approfondire e a condividere i loro punti di vista e le loro esperienze avremo tutti da guadagnarci.

Vincere il mondo e perdere in casa

Un incidente informatico al Tribunale di Genova riporta alla cruda realtà: vinciamo i campionati del mondo di security ma non difendiamo le risorse preziose che abbiamo attorno a noi.

L’ho detto su Nova100, si dice "intrusione di hacker" ma ho l’impressione che sia un "semplice" worm che si diffonde per la mancanza di regole minime di sicurezza, per mancanza di formazione di chi usa i sistemi, per mancanza di consapevolezza dell’importanza che ha la difesa dei sistemi informativi per la nostra vita di tutti i giorni.

Cosa mi fa dire che non penso si tratti di una intrusione di hacker? Perchè ho grande rispetto dei "nemici", se fossero stati hacker, che sono sì dei banditi ma sono bravi, preparati, intelligenti, determinati, il sistema sarebbe stato devastato.

Campioni del mondo di sicurezza

Ho commentato sul blog di Nova 100 la notizia che il team italiano dell’ Università di Milano ha vinto il Capture The Flag, il campionato mondiale di hacking.

E’ una bella notizia perchè vuol dire che, in termini generali, possediamo il talento, la fantasia e la capacità strategica necessarie per vincere la battaglia della sicurezza informatica.

La questione resta quella di come valorizzare questo talento, come divulgare l’esperienza accumulata, come  fare tesoro delle modalità che i ragazzi del team hanno dovuto svilluppare per eccellere a livello mondiale come già avevano fatto nel 2004 e nel 2005 i loro colleghi del Politecnico di Milano.

A caval donato…

Riprendo al volo un bel motto che il mio maestro Steve ha appena lasciato nel commento al post sul malware Storm:

E’ meglio sempre guardare in bocca al "caval donato": potrebbe essere un cavallo di Troia.