Influenze

C’è un sacco di gente con l’influenza e anche Giulio è a casa con i classici sintomi: che tocchi anche a me è, a questo punto  credo, inevitabile. Spero solo che aspetti un paio di giorni perchè domani, subito dopo le prove con l’orchestra, parto per Bruxelles alla riunione di analisi dei grandi incidenti informatici e al ritorno c’è l’Equicena e non vorrei arrivarci distrutto.

Una bel paracetamolo prima di andare a letto non me lo toglie nessuno, servirà per prevenire?

Annunci Apple

Piero è il primo che passa nella mia "bloggosfera" le notizie dei nuovi annunci della Apple e mi sono letto le schede informative dal sito Apple.

Cinque minuti dopo mi chiama un giornalista del Corriere per una veloce intervista-commento su queste novità e ho fatto la figura di quello attento e informato: ah se non ci fosse il blog …

Studio intenso : gli Aristogatti

SuitestrutturaSono giorni che ci lavoro ma comincio ad essere soddisfatto: studiando la musica degli Aristogatti ho trovato la "classica" struttura del giro di blues e per meglio seguirla ho preparato uno schema con i colori dei vari moduli.

Poi ho anche ripreso la Martin (la mia chitarra) e ho cercato gli accordi e ci ho preso gusto.

La suite avrà all’inizio e alla fine anche il pezzo con le scale e gli arpeggi quando i gattini del film vanno su e giù per la tastiera ma il pezzo centrale è interessante proprio per lo studio del "giro di blues".

Se provate ad  ascoltare questo midi che è la base da cui sono partito per la rielaborazione con GarageBand e lo seguite con lo schema davanti a voi ne potete cogliere i passaggi.

La qualità del midi dipende dalla configurazione della vostra macchina ma dovrebbe funzionare.

Questa è la mia versione Midi-GarageBand-Orchestrale in formato Mp3 (ocio che sono 3,3Mb) ma se vi ho incuriosito scaricatela pure, a me piace parecchio Download AristogattiSuite.mp3 

Digital Self

Matteo di cui apprezzo sempre la passione e l’intelligenza emotiva, ha iniziato una riflessione sull’identità digitale non nel senso tecnologico che solitamente si attribuisce al termine, ma più profondamente nel senso emotivo e sociale di cosa significhi "essere in rete".

Sono quesiti importanti a cui la risposta non è facile, ma vorrei dire che è già "rivoluzionario" porsi la domanda e avviare la riflessione.

"Chi ha, alla fine, il controllo sulle mie informazioni, sui miei contenuti?"

"nei fatti è stato un outsourcing della mia identità digitale."

"non desidero più avere intermediazione nella definizione di ciò che attiene alla mia persona sulla rete"

"Non sono gratuiti. Li pago ogni giorno con la moneta meno sonante ma
altrettanto preziosa delle informazioni relative ai miei gusti, le mie
relazioni, le mie competenze.
"

Quest’ultima considerazione mi pare particolarmente importante: abbiamo la percezione del VALORE (non in senso economico ma in senso etico) di ciò che stiamo facendo quando agiamo in rete?

Noi non siamo importanti (o per dirla come mi ha insegnato Maestro Paolo "rilevanti") perchè siamo presenti su Facebook o su Linkedin, come non lo siamo se andiamo a quel certo Happy Hour, lo siamo perchè la relazione sociale che sviluppiamo con i nostri figli, i nostri amici, la nostra comunità ci rende protagonisti e creatori di un mondo diverso: NOI creiamo valore (non Google) e a questo valore dobbiamo portare rispetto e proteggerlo come una cosa preziosa.

Io stesso non ho risposte ma sento che è questo il sentiero giusto in cui mettersi in cammino.

Grande musica!

Mio nipote Alberto (un musicista di talento prestato al calcio) mi segnala questo splendido video dei Manhattan Transfer registrato dal vivo a Tokio nel 1986, ti mette subito di buon umore.

Il vigile era gentile ma non c’è stato nulla da fare

Stavo telefonando senza auricolare e non ho visto la macchina dei vigili dietro di me: che fregatura!

Ho tentato di scusarmi dicemdo che il mio nokia ha il vivavoce ma lui mi ha guardato cone dire "non mi prenda in giro, ho il telefono anch’io" e mi ha fatto vedere il suo auricolare bluetooth "costa 14 euro e va che è una meraviglia, lo usi anche lei è più sicuro": come dargli torto?

Gentile, ma irremovibile: 148euro di multa e 5 punti!

La cosa mi ha guastato l’umore anche perchè ho torto e lui ha ragione e quindi non posso prendermela con nessuno né con la malasorte.

Dopo la multa guardavo l’auricolare a filo (che va benissimo) che è sempre in macchina pronto all’uso e mi sentivo ancora più idiota.

L’ultimo di Ken Follet

FolletMi sono tuffato nella lettura dell’ultimo libro di Ken Follett "Mondo senza fine" (vedi in proposito il precedente post "Faccio tutto tranne che…) un bel tomo da 1367 pagine.

Si legge con grande scioltezza e le prime 400 pagine sono volate in queste tre sere.

Non dico nulla sulla trama perchè non è ancora "esplosa" e me lo sto gustando.

Il concerto alla scala

Siamo tornati dal concerto alla Scala con sensazioni diverse.

L’atmosfera è senz’altro fantastica, non parlo della gente o delle celebrità (per la cronaca abbiamo notato Gianni Morandi, l’ex procuratore Borrelli, Lina Sotis, il ministro Rutelli) ma proprio il senso di importanza che il posto emana.

Abbiamo mal sopportato la maleducazione dei tanti che alle otto, con l’orchestra pronta in scena,  stavano ancora entrando in sala (quanto è più rispettoso il pubblico della piccola Dobbiaco!).

Quanto alla musica mi sono piaciuti all’inizio i ballabili di Verdi (che faticaccia per i violini) e quello che ho scoperto poi essere il pezzo di Rossini dal Guglielmo Tell (e io che mi aspettavo l’overture con il crescendo …) mentre non mi è piaciuto affatto il pezzetto della "Secchia Rapita", più una scelta da museo che un godimento per le orecchie.

La seconda parte (stavo ancora aspettando il Guglielmo Tell e non ero il solo) interamente dedicata al finale di Turandot e anche qui due sensazioni diverse: grande la musica di Puccini, davvero modernissima, grande l’orchestra, che ascoltata in teatro risptto alla mia abitudine all’Arena di Verona è tutt’altra cosa, meno godibili i cantanti in particolare il tenore che mi sembrava quasi "gracchiante".

In fondo lo spettacolo è stato penalizzato dalla giustapposizione dei brani e non si è mai creata l’atmosfera di "trasporto" e di coinvolgimento che mi prende quando ascolto una sinfonia o un concerto in cui non si deve celebrare nulla ma solo la musica nella sua totalità.

Faccio di tutto tranne che …

Dovrei proprio mettermi a preparare la conferenza di febbraio ma, come spesso mi accade, finchè l’ispirazione non raggiunge il giusto livello faccio di tutto tranne che quello che mi ero prefissato.

E così ho fatto diversi esperimenti con Keynote, ho scritto la scaletta dello spettacolo dell’orchestra della Scuola di Musica, ma la conferenza è ancora scarabocchiata su foglietti sparsi.