L’ultimo di Ken Follet

FolletMi sono tuffato nella lettura dell’ultimo libro di Ken Follett "Mondo senza fine" (vedi in proposito il precedente post "Faccio tutto tranne che…) un bel tomo da 1367 pagine.

Si legge con grande scioltezza e le prime 400 pagine sono volate in queste tre sere.

Non dico nulla sulla trama perchè non è ancora "esplosa" e me lo sto gustando.

Il concerto alla scala

Siamo tornati dal concerto alla Scala con sensazioni diverse.

L’atmosfera è senz’altro fantastica, non parlo della gente o delle celebrità (per la cronaca abbiamo notato Gianni Morandi, l’ex procuratore Borrelli, Lina Sotis, il ministro Rutelli) ma proprio il senso di importanza che il posto emana.

Abbiamo mal sopportato la maleducazione dei tanti che alle otto, con l’orchestra pronta in scena,  stavano ancora entrando in sala (quanto è più rispettoso il pubblico della piccola Dobbiaco!).

Quanto alla musica mi sono piaciuti all’inizio i ballabili di Verdi (che faticaccia per i violini) e quello che ho scoperto poi essere il pezzo di Rossini dal Guglielmo Tell (e io che mi aspettavo l’overture con il crescendo …) mentre non mi è piaciuto affatto il pezzetto della "Secchia Rapita", più una scelta da museo che un godimento per le orecchie.

La seconda parte (stavo ancora aspettando il Guglielmo Tell e non ero il solo) interamente dedicata al finale di Turandot e anche qui due sensazioni diverse: grande la musica di Puccini, davvero modernissima, grande l’orchestra, che ascoltata in teatro risptto alla mia abitudine all’Arena di Verona è tutt’altra cosa, meno godibili i cantanti in particolare il tenore che mi sembrava quasi "gracchiante".

In fondo lo spettacolo è stato penalizzato dalla giustapposizione dei brani e non si è mai creata l’atmosfera di "trasporto" e di coinvolgimento che mi prende quando ascolto una sinfonia o un concerto in cui non si deve celebrare nulla ma solo la musica nella sua totalità.

Faccio di tutto tranne che …

Dovrei proprio mettermi a preparare la conferenza di febbraio ma, come spesso mi accade, finchè l’ispirazione non raggiunge il giusto livello faccio di tutto tranne che quello che mi ero prefissato.

E così ho fatto diversi esperimenti con Keynote, ho scritto la scaletta dello spettacolo dell’orchestra della Scuola di Musica, ma la conferenza è ancora scarabocchiata su foglietti sparsi.

Live from Palo Alto

Zampe
Marco Zamperini è a Palo Alto con altri amici e l’ho trovato "live from Palo Alto" su Skype.

Si era appena alzato (si vede) e mi ha raccontato divertenti aneddoti sulla loro visita alle fucine della tecnologia.