Beatocello

Su La Repubblica di oggi un lungo articolo di Federico Rampini racconta la storia di un pediatra svizzero, il dr. Beat Richner che ha aperto tre ospedali per bambini in Cambogia e per finanziarli effettua concerti di violoncello di cui è un discreto suonatore con lo pseudonimo di "Beatocello". (qui il link al suo sito)

Il dr. Richner se la prende con l’OMS e con tutti quelli che pensano che non si debbano realizzare strutture d’avanguardia o offrire servizi di eccellenza nel terzo mondo (ce l’ha con chi dice "Ai poveri date medicine povere").

Che bella storia! Un novello Schweitzer che al posto dell’organo usa il violoncello e salva la vita di migliaia di bambini. E dopo non dicano che la musica non cambia il mondo.

Sgt. Pepper. La vera storia

PepperNon avevvo voglia di letture "pesanti" in questi giorni e mi ero portato questo "Sgt. Pepper. La vera storia." per continuare l’approfondimento che sto facendo sulla musica dei Beatles.

Un libro per cultori del genere, sicuramente, ma anche un flash su un anno mitico, il 1967, che è lo spartiacque di un cambiamento che segnerà i decenni a venire, nella musica come nella società e nel costume.

Io avevo tredici anni ma mi ricordo benissimo quando andai a comperare Sgt. Pepper e lo ascoltammo con gli amici in religioso silenzio sullo stereo di casa mia (dei privilegiati perchè avevamo il complesso e l’impianto era uno strumento di lavoro).

Non si era mai ascoltata una musica del genere, suoni nuovi, rumori, i pezzi tutti di seguito senza silenzi tra l’uno e l’altro, le follie della copertina (la prima con i testi, la prima con i gadget da ritagliare, la prima a libro), le tracce nascoste, gli ultrasuoni che solo i cani potevano sentire.

Come scrisse un critico musicale (Langdon Winner) nel 1968,

"Dai tempi del Congresso di Vienna, 1815, la civiltà occidentale non fu mai così vicina all’unità come nella settimana in cui venne pubblicato il Sgt. Pepper. In ogni città europea o americana, giradischi e radio suonavano  ‘what would you think if I sang out of tune’, ‘woke up, got out of bed’, ‘look much older, and the bag across her shoulder’, ‘Lucy in the sky with diamonds’, e tutti ascoltavano. Non avevo mai ascoltato nulla di tanto straordinario. Per un breve momento, la frammentata coscienza del mondo occidentale si riaggregò, quantomeno nelle teste dei giovani."

Buon viaggio

6gennaio_5Sveglia presto stamattina per salutare Paolo e gli altri amici di Foligno che tornano a casa.

Paolo è uno di quegli amici a cui ci si lega per sempre, nell’intreccio delle vite e del crescere dei figli.

Buon viaggio!

Che dire?

6gennaio_3Guardo e tanto mi basta.

C’è chi si è lamentato della poca neve, chi del cambiamento delle stagioni, chi del freddo.

Sembra quasi che nessuno sia più disposto ad accettare che la natura faccia ciò che fa senza curasi dei nostri desideri, seguendo un ritmo cosmico di cui poco sappiamo.

E invece trovo incantevole sapere che non controlliamo tutto ma che c’è il ritmo del sole e del vento, il tempo delle rocce e quello delle nubi a cui apparteniamo senza possederli.

Finalmente un pò di neve

6gennaio_4Stanotte finalmente il paese si è coperto di bianco, i tanti che stanno partendo stamattina andranno via con una bella immagine negli occhi.

In tre giorni siamo passati dai -20 ai 2 sopra di questa domenica in cui già il sole fa capolino.

Io partirò più tardi possibile, per evitare il traffico ma anche per "fare il pieno" di questa vista e farne scorta fino al prossimo ritorno.

20-C+M+B-08

6gennaio_1Non è una formula matematica con tre incognite, è il segno che venerdì sono passati come ogni anno "I cantori della stella", bambini vestiti da Re Magi che cantano una canzoncina, raccontano una poesia a più voci e raccolgono fondi per il terzo mondo più qualche dolcetto che abbiamo per tempo preparato per loro.

Caspar, Melchiorr, Balthazar (o qualcuno dice Christus Mansionem Benedicat) lasciano sulla porta il segno del loro passaggio, un calendario lento che cambia una volta l’anno e che ogni volta che apro la porta di casa mi dà il senso di appartenenza alla comunità.