La musica sveglia il tempo

BarenHo divorato in due giorni questo bel libro di Daniel Barenboim che ho ricevuto in dono per Santa Lucia (grazie a Alberto che le deve avere dato il suggerimento giusto :-))  ).

Come dice l’autore:

"Questo non è un libro per musicisti o per
non-musicisti, è piuttosto un libro per le menti curiose di scoprire le
corrispondenze fra musica e vita, e la saggezza che diventa
comprensibile all’orecchio pensante."

Barenboim è un grande musicista e direttore d’orchestra e la prima parte del suo libro è dedicata alla sua visione del nesso che esiste tra musica e vita reale, come si possa trovare il senso della democrazia in una fuga di Bach o di finito e infinito si ritrovino tra lo spartito e il suo esecutore.

La seconda parte del libro parla del suo progetto della West-Eastern Divan Orchestra, l’orchestra fatta di musicisti israeliani, palestinesi e di altri paesi arabi a dimostrare che la pace è possibile se ci si ascolta e si condivide un progetto comune e la musica impone questo atteggiamento di ascolto reciproco.

Un libro dotto e pieno di amore e di speranza perchè un mondo migliore è possibile se lo vogliamo davvero e se ci impegnamo concretamente e subito a realizzarlo.

Neuroni e chip

All’Equicena di ieri sera si parlava di neuroni e chip con una fantastica presentazione di Rita PIzzi, una ricercatrice dell’Università di Milano che ci ha raccontato delle sue ricerche di interfacciamentro tra neuroni umani coltivati da cellule staminali (all’inizio si usavano neuroni di lampreda) e nanocircuiti connessi a reti neronali artificiali.

Quando il Quinta aveva annunciato questo tema ero un pò scettico ma poi so che la genialità di Stefano è fuori discussione e bisogna credergli quando adocchia una novità.

Affascinante il racconto del percorso di ricerca, delle implicazioni etiche e tecnologiche, di come conciliare logica e caos, di come queste ricerche dimostrino la possibilità della conessione uomo-macchina a livelli impensabili prima e di come Marco Zamperini che ha una figlia portatrice di handicap abbia subito colto come questo può davvero portare a tempo breve a un reale cambiamento in positivo nella vita di molte persone.

Che straordinario paese il nostro: Rita fa questa ricerca in pratica senza fondi dallo stato (2.000 euro all’anno !!) ma nei suoi occhi c’era la passione e la soddisfazione di renderci partecipi di un’eccellenza raggiunta non con i mezzi ma con il talento.

Telepresenza

TelepresPrima dell’Equicena, dato che eravamo ospiti di Cisco, Lele Dainesi ci ha organizzato una sessione di Telepresenza con la sede Cisco di San Josè.

Dal punto di vista tecnologico non è una rivoluzione, potremmo definirla una videoconferenza "con il turbo" ma dal punto di vista funzionale ed emotivo è impressionante.

L’accorgimento di avere una parte del tavolo tagliata a metà per cui l’altra metà è quella in video della sala remota, l’utilizzo dei tre schermi a grandezza naturale, la naturalezza con cui gli sguardi cercano l’interlocutore dall’altra parte, mi sembrano i dati più significativi

Con la diffusione dei video grandi in HD nelle case  l’aumento della banda trasmissiva con le varie Alice e quant’altro, credo che forme di telepresenza da Capitano Kirk saranno utilizzo comune in poco tempo.

Quando uso skype per fare solfeggio e chiacchiere con Alberto o per il "bacio della buonanotte" a Piero a Bologna, sto solo immaginando e provando ciò che sarà normale.