Concerto di sabato

ConcertonataleIeri sera ho preparato la locandina per il concerto di sabato pomeriggio al Centro Sociale: niente male davvero.

Ma quello che mi è venuto meglio è il "programma di sala" in cui ho raccontato con parole la sequenza dei brani e non era per niente facile.

Ecco nel seguito il testo.

Il programma del concertino è stato pensato tenendo conto del periodo natalizio  e si sono cercati quindi brani che esprimessero la gioiosità del periodo con un inserto di inviti a momenti di riflessione.
Il brano che apre il concerto, Alla Hornpipe,  è uno scintillante esempio di musica barocca tratto da “Musica sull’acqua” di Haendel, in cui la musica accompagnava le feste alla corte inglese e in cui l’intreccio è dato dalle interazioni tra gruppi di strumenti (i flauti, e chitarre e i violini nel nostro caso) che si richiamano l’un l’altro.
Non c’è dubbio che tutti riconosceranno il Te Deum di Charpentier (anche se pochi lo conoscono per nome o per l’autore). Un brano sontuoso che invita a cogliere la differenza tra il barocco italiano e francese rispetto a quello “anglosassone” di Haendel.
Dalla sontuosità e allegria si passa al contemporaneo, più meditativo e raccolto Close Your Eyes di Christoph Beck in un arrangiamento del maestro Cavoli in cui l’attacco dei violini subito compensato dall’arpeggio del pianoforte invita a chiudere gli occhi e a riflettere sul significato più intimo di questo periodo.
Una pausa per l’orchestra e la scena passa ai solisti e ai duetti con il Notturno n.2 di F.Molino, che riprende e innalza il momento di raccoglimento, seguito dallo Studio di Giuliani in cui è la chitarra la protagonista.
Pianoforte e violino sono gli strumenti che eseguono Ai To Shuu, un brano dalle melodiose sonorità orientali, dedicato a tutti i giovanissimi, molti dei quali lo riconosceranno perchè legato a un famoso cartone animato.
Una sequenza di pianisti per una suite che si sviluppa in un cammino storico che parte con l’ Allegro di Clementi, per passare al Courante in La Min. tratto dalle Suite Inglesi di Bach per arrivare a Weeping Willow di Joplin che con il suo incedere ritmato, tipico del ragtime ricorda i carillon e gli organetti delle fiere e dei mercatini. La suite si conclude con due brani, Angels e God Rest You Merry, di pieno sapore natalizio.
E’ la volta di un duo per flauto e pianoforte  in cui la Sonata di Vanhal è una occasione per cogliere nel dialogo tra i due strumenti  il senso di amicizia che si sviluppa tra i due esecutori e, in fondo, in tutti noi nei periodi di festa.
Dal duo a un quartetto (pianoforte, due violini e violoncello)   di Haydn il Concertino, un “divertimento” come lo sottotitola il compositore che potremmo immaginare simile a una strimpellata tra amici, così come capita anche ai giorni nostri quando, dopo il pranzo natalizio, ci si trova a cantare con un pianoforte o la chitarra.
Per il finale torna l’insieme d’orchestra con un brano che è anche un invito alla riflessione: What a Wonderful World un pezzo reso famoso da Louis Armstrong che con le sue atmosfere larghe e serene ci ricorda che la vita è un dono meraviglioso.
Il concertino si conclude con un collage di brani natalizi legati dallo scampanellio delle renne della slitta di Babbo Natale che ci trasporta magicamente nell’atmosfera più tipica di questo periodo.

One Reply to “Concerto di sabato”

  1. Il programma di sala va bene. Al più, nel commento del Te Deum di Charpentier avrei fatto riferimento al barocco inglese di Henry Purcell che era più coevo di Charpentier, ma sono inezie. Vedo che suonate un bel po’! Bravi! Se non foste così lontani e non si fosse in questo periodo quasi quasi verrei anche a sentirvi. Ma ci saranno, spero, altre occasioni per farlo.

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