Dovevo restituire a Margherita il videoproiettore usato dagli Amici del Parco e sono passato dalla sede dell’ex Laboratorio di Informatica Civica dove Margherita e Cristiano stavano finendo di selezionare le cose da scartare definitivamente da quelle da portare in magazzino.
Non era una bella sensazione vedere questo posto sempre così animato, ora in definitivo disarmo ma è stata una occasione comunque di fare due chiacchiere con Cristiano e Marghertita su cosa potrebbe essere Onde 2.0.
Ho salvato dallo scarto la targa che c’era in ingresso, la metterò vicina alla chiave di Flemington.
Non ce l’ho proprio fatta ad essere con voi, doveri di famiglia … ma vi ho pensato.
Quanti ricordi, quante cose imparate, quante persone conosciute. Peccato, veramente. Non tanto per il posto in se (una stanza vale l’altra …), quanto per la totale mancanza di consapevolezza da parte dell’amministazione Pienazza: l’ha smontato, senza un progetto, senza un perché, senza un come, senza un quando senza un senso … Risparmieranno (secondo dati da dimostrare, che io ritengo pure errati) un paio di decine di migliaia di euro all’anno …
Quanti metri di asfalto si fanno con quei soldi? Pochi, molto pochi …
Con malinconia e con la consapevolezza che dovremmo guardare ad un futuro che, però, a Desenzano forse non c’è …
Non si fa neanche una rotonda con quei soldi!
Scherzi a parte, un progetto Onde 2.0 dovrebbe includere la bloggheria che si è sviluppata a Desenzano, no? Più 2.0 di un blog…
Faccio coming out. Io alla mediateca ho fatto le mie prime chattate 😉 Era il ’98 credo. Mi ero appena laureata e non trovavo sbocchi come sociologa.
Sì, è merito della mediateca se poi mi sono appassionata al web e ho deciso potesse diventare il mio lavoro. E tutt’ora lo è.
Grazie!
Commenti come quello di Luigina mi danno grande conforto: fare informatica civica non significa solo “inclusione” o “apprendimento” ma anche dare opportunità e aiutare la nascita di nuovi lavori.
Grazie Luigina
Anche io ho imparato tanto in quel locale… Soprattutto a parlare alle persone e ad ascoltare quando facevano domande.
Peccato davvero, e se la decisione nasce davvero solo per questione di soldi, chi ha preso questa decisione si vergogni… Desenzano ne butta parecchi in altre iniziative assai meno utili per NOI residenti.