Tenere a freno la tastiera

C’è un dibattito aperto su Onde che affronta il possibile futuro della rete civica e faccio una gran fatica a non "saltare alla giugulare" leggendo alcune affermazioni che proprio non condivido ma mi sono ripromesso di non parlare del passato ma di provare, se si potrà, a pensare al futuro.

E poi Lorenzo mi ha ricordato il valore della teoria di Cipolla e del rischio di dare spazio all’ "Uomo di Neandertal" che è insito in ciascuno di noi e che è pronto a ribattere a legnate chi gli si oppone. Per un "simmetrico" come me tenere invece comportamenti "complementari" è un bello sforzo.

Per ora riesco a tenere a freno la tastiera.

6 Replies to “Tenere a freno la tastiera”

  1. E’ bello sapere di essere in due a fare lo stesso sforzo!!!
    La differenza tra me e te è che io resisterò meno … e mi trasformerò abbastanza presto in un Neandertaliano … ma di fronte a certe cose non si può star zitti.
    X chi si è incuriosito si tratta di un dibattito con un ex assessore (Silvia Colasanti, DS) di Desenzano inerente il progetto OnDe, le sue sorti, il suo stato, e il suo ideatore (Gigi, per l’appunto). Mamma come mi prudono le mani … mamma …

  2. Dal mio punto di vista invece vale la pena rispondere…credo sia l’unico modo per evitare il classico “colpo di spugna” al passato e lasciare che sia stato…un gioco a carte scoperte (forse un pò tardivo…ma meglio tardi che mai) è rischioso ma potrà servire a fare chiarezza su come sono andate realmente le cose e per capire se esistono ancora i presupposti e la voglia di riprendere la rotta.

  3. Caro Andrea, se credi sia giusto rispondere fallo, ci mancherebbe altro!
    Io resto convinto che a parlare del passato ci vuole molto tempo (non che sia inutile) e se non ci sono persone davvero interessate al cambiamento, si passa gran parte di questo tempo ad ascoltare scuse e giustificazioni.
    Ho le mie idee sul passato e me le tengo, ma sono sicuro che “fare chiarezza” vuol dire solo aumentare i contrasti con chi non la pensa come te e la domanda è: davvero ti fa stare meglio?
    Io credo anche che, ammesso e non concesso, ci si “chiarisse” sul passato non avremmo detto nulla sulle nostre visioni del futuro che potrebbero essere profondamente distanti.
    Meglio quindi domandarsi: cosa vuoi fare domani?
    C’è uno spazio per l’informatica civica? Quali modelli concettuali si vogliono seguire? Quali sono le priorità? Il comune deve agire in prima persona?
    Vedrai che solo a parlare di queste cose c’è da “azzuffarsi” mica male.

  4. Vero, ma un conto è camminare e di tanto intanto voltarsi a guardare il percorso e un altro è stare fermi e continuare a parlare delle camminate che si sono fatte in passato.

  5. Capisco quello che vuoi dire Gigi…capisco che dopo anni di dure lotte non ci sia la voglia di parlare e che anche l’orgoglio per ciò che si è costruito(che spesso fa da movente) vada scemando … ma credo che per la prima volta in questi anni ci sia la possibilità (anche se probabilmente manca la volontà o la voglia) di fare chiarezza su questioni passate che proprio con il loro silenzio hanno finito per soffocare un progetto straordinario.

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