Io ci vado

Ci ho pensato su (non da diventarci matto ma ci ho pensato davvero) e ho deciso che domani andrò a votare per il PD.

Non perchè sia convinto di "scegliere il segretario che mi piace di più" ma perchè non voglio fare l’ignavo quando c’è il tentativo di cambiare concretamente lo scenario (se poi ci si riesce dipenderà anche da noi) e capisco le riflessioni di Alfonso che dice "al cuor non si comanda": tutti abbiamo passioni che ci spingerebbero a volere di più, ma la politica è anche la strada del possibile da percorrere a cavallo di un’ utopia.

Ho due figli e ho insegnato loro, con l’esempio più che con le parole,
il valore dell’impegno e della possibilità per ciascuno di noi di
cambiare, tanto o poco ma comunque cambiare, ciò che non ci piace del
mondo attorno a noi senza rifugiarsi nel "tanto non cambia nulla" o nel "i problemi sono altri".

Nei mesi addietro avevo anche pensato di rimettermi in gioco in prima persona ma la vita che conduco adesso non me ne darebbe la continuità necessaria ma è anche questa l’opportunità: non sei d’accordo? con i candidati? càndidati tu! non hai cento persone che ti firmerebbero la candidatura a livello locale? beh allora non dirmi che pensi di dappresentare chissà chi.

Votare è un diritto conquistato a caro prezzo e ora che un nuovo partito nasce basandosi sul voto (pur con tutti i limiti del "si poteva fare meglio") mi sembra un elemento significativo che vada assecondato: è "il fatto" di votare che segna una differenza e spero che dopo la fase di avvio rimanga il dato saliente del nuovo partito: si discute ma poi si decide e si vota e poi si agisce (lasciando a Rifondazione lo spazio di quelli che non sono d’accordo nemmeno con sè stessi).

Ho anche letto con attenzione l’articolo-lettera di Fabio Fazio su La Stampa di oggi in cui dice che non va a votare perchè non sa dire se si sente di definirsi di destra o di sinistra, si sente solo confuso (dice "anche grazie al partito democratico sono confuso" ) e dice di non sentirsi rappresentato e capisco ma non condivido: non condivido i "sottili distinguo" che in fondo esaltano le differenze più che le somiglianze.

Domani andrò a votare a Brunico perchè è l’unico posto possibile qui in valle e proprio perchè richiede un piccolo sforzo ci vado anche più volentieri, sarà un gesto deliberato e non un caso.

Mi spiace di non poter scegliere tra le liste, in effetti non conosco nessuno e sceglierò il "candidato nazionale" fidando poi nel fatto che chi lo sostiene e ha scelto di candidarsi al suo fianco abbia un briciolo di assonanza.

Mi sarebbe piaciuto votare a Desenzano dove conosco le persone e dove la scelta può essere più mirata ma  credo che ora sia da far valere l’evento più che i suoi dettagli e lasciata in fretta la fase di avvio ciascuno, se vorrà, dovrà poi agire nel proprio spazio per dare gambe alla propria visione della vita.

Mi hanno fatto riflettere i monaci in piazza vederli agire, eccome!, e non solo a "pregare" per un mondo migliore.

Mi hanno fatto riflettere le montagne che si sgretolano, simbolo di un mondo che è in continuo mutamento anche se a noi a volte non sembra.

Ho anche trovato una massima di Ikeda che mi sembrava calzante
"Come sarà il futuro? Nessuno conosce la risposta a una simile domanda.
Quello che sappiamo è che gli effetti che appariranno nel futuro sono
tutti contenuti nelle cause poste nel presente. È dunque importante
alzarsi e agire per raggiungere grandi obiettivi, senza farci distrarre
o scoraggiare dalle difficoltà.
"

Si, vado a votare convinto non tanto di chi sceglierò ma del fatto che il cambiamento che si vuol compiere non è banale nè marginale. L’obiettivo è grande e vale la pena di alzarsi e agire, ciò che sarà in concreto dipenderà da noi.

6 Replies to “Io ci vado”

  1. io invece non andrò.
    Non lo farò perchè andare viene interpretato come essere un sostenitore del PD e io non lo sono. Apprezzo l’idea che possa nascere, ne condivido lo spirito ma non le posizioni perchè, come disse Indro Montanelli “io sono di destra, ma in questa destra non mi riconosco”.
    Il problema è che la domanda di queste primarie è in realtà una doppia domanda:
    “vuoi che esista il PD e lo sostieni?”
    Io voglio che esista, anche se non sono interessato a schierarmi dalla sua parte.
    Se al PD interessa solo il parere dei sostenitori bene, mi auguro che il mio lo chiedano poi.

  2. no Gigi, io non sono andato.
    Condivido quello che hai scritto e fino ad ora non mi sono mai sottratto al diritto/dovere di partecipare, ma questa volta prevale l’indignazione.
    Verso un governo (che ho votato) e che non incide sulle questioni importanti e su un PD che nasce
    già vecchio.
    Mi spiace perché a sostegno di Veltroni qui nel basso veronese ci sono degli amici che stimo, ma per una volta, e forse non sarà neanche l’ultima, mi sento in dovere di “dissentire”.

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