Il primo approccio con Varsavia è la lingua: non riesco a capire nulla.
Cerco parole che abbiano un qualche legame con lingue che conosco, leggo il menu del servizio in camera per torvare i primi appigli, come uno scalatore che affronta una parete.
Cerco disperatamente delle vocali in queste parole fatte di “T” di “C” e di “Z” che mi fanno inciampare mentre leggo.
E’ strano perchè la lingua che ascolto è piena di “sc” e di “c” dolci.
Non capisco e allora guardo.


