Umberto Torelli, il giornalista del Corriere a cui ho dato l’intervista che è poi uscita sul Corriere Economia, ha ripubblicato l’intervista sul suo sito on-line.
La potenza del suono
Ascoltando il suono del violino di Uto Ughi riempire lo spazio immenso del Duomo di Salò pensavo a quanto sia straordinario questo strumento (che pure non è tra i miei preferiti): una cassa armonica alta pochi centimetri, un volume che non credo sia di molto superiore a un decimetro cubo, eppure il suono esce con forza e sembra un gas che si espande in ogni direzione come se la cassa armonica fosse una bombola in cui era compresso.
Ascolto e penso alla maestria dei liutai Italiani che in quel magico periodo che dura poco meno di cent’anni crearono uno strumento che nei successivi duecento cinquant’anni non ha più conosciuto migliorie: la perfezione raggiunta al "primo colpo".
Ascolto e penso alla straordinaria qualità del legno che "invecchiando" migliora contraddicendo l’assioma che la vecchiaia sia sinonimo di decadimento.
Ascolto e penso che il progettista di quell’ "oggetto" fu una tale Gaspare da Salò e che quindi il violino è nato sulle rive del lago di Garda: ci sarà un nesso fra l’acqua e la magia del suono?
Ascolto e penso alla straordinaria metafora che c’è racchiusa in quello strumento, nato da un "lampo di genio" ma reso perfetto in poco tempo dalla collaborazione tra "progettista", liutai, musicisti, come a dire che è la collaborazione e non la competizione che crea l’eccellenza.
Ascolto il solista e l’orchestra, come l’uno e l’altro si rendano mutualmente indispensabili,
Ascolto il concerto di Mendelssohn e penso che lo compose quando aveva dodici anni: ma come si fa ad avere una mente così "larga" a dodici anni? o è normale ed è il nostro tempo che rincoglionisce i bambini e ne impedisce il dispiegarsi del loro straordinario potenziale?
Ascolto e penso che Mendelssohn morì a 36 anni, normale forse per il tempo, ma che dire di una vita che dura così poco? o la durata non conta? o forse proprio perchè si sapeva durare poco, la si rendeva molto più intensa e prolifica? Anche Mozart non era poi diverso per talento e per vita breve.
Ascolto il pezzo di Wieniawski (Legend, op.71) e sento la malinconia slava, un pessimismo cosmico che non poteva certo venire da un musicista che fosse nato in riva al mediterraneo e penso al mio prossimo viaggio a Varsavia e mi aspetto proprio questa tristezza.
Ascolto e penso al tanto impegno dei musicisti, alle ore di studio e di esercizio ripagate da un applauso che risuona in un luogo magnifico.
Ingaggio
Mi hanno chiesto di suonare al concerto che ci sarà l’8 dicembre per festeggiare il "compleanno" del coro di Desenzano e l’idea di suonare il violoncello in Duomo mi fa già venire la pelle d’oca: ovviamente ho accettato senza pensarci un momento.
Quanta bella musica!
Ieri sera il concerto di Uto Ughi si è tenuto nel Duomo di Salò anzichè nella piazza antistante ed è stato un notevole cambiamento in meglio perchè le volte della chiesa e la sua atmosfera hanno esaltato il suono.
Pranzone
Grande evento ieri a casa di mio suocero: un megapranzo per la famiglia Bompieri, la famiglia di Marina.
E’ stato un vero e proprio evento perchè riunirli tutti è praticamente impossibile ma c’erano comunque 40 persone (e pare ne mancassero un’altra quindicina) e, complice la bella giornata e la casa in campagna di mio suocero, abbiamo fatto festa fino a tardi.
Il menu era quanto mai "classico" di queste occasioni:

spiedo con polenta, verdure di campo, salame e una montagna di dolci (la frase classica: cosa porto? magari faccio una torta? e così c’erano più di 20 torte tra tiramisu, crostate, salami al cioccolato, torte di rose).
Dopo pranzo una mezz’ra di cantate altrettanto classiche e poi il "torneo" di bocce di cui i Bompieri sono specialisti e per l’occasione accoppiati con bambini o parenti acquisiti (come me) di scarso talento boccistico.
Ha vinto il Mario in coppia con la piccola Claudia (io sono arrivato in semifinale in coppia con Roberto) e c’è stata una vera e propria premiazione con grida e applausi.
Marina ha ricostruito importanti pezzi dell’albero genealogico che sta completando su Genie e io ho potuto associare facce a nomi e soprattutto caapire alcune delle relazioni che non riuscivo a capire dato che la famiglia Bompieri è così numerosa.
Ho fatto, ovviamente, un sacco di foto con la segreta speranza di metterle assieme in un video da regalare alla famiglia che mi ha "adottato".