Molte zone del parco di Yellowstone mostrano ancora le tracce dell’incendio che nel 1988 ne distrusse più di un terzo.
Quello che però ci colpisce è la grande quantità di nuovi alberi che stanno crescendo al posto di queli bruciati e il contrasto tra la spettralità degli "scheletri" dei tronchi e l’energia della nuova vita che spinge sotto di loro.
E’ la prova emotiva, almeno per me, che la morte non è la fine di nulla ma il nutrimento per una nuova fase e che vita e morte sono modi in cui la natura continua dinamicamente a rigenerarsi.

Colgo al volo l’immagine di un nido che un uccello ha costruito nel cavo di un albero bruciato: ecco qui! nuova vita dove sembrava poter esistere solo la morte!
Ero a Yellowstone nel 1987, e negli Usa ci fu una furiosa polemica contro il governo (Regan) che lasciava bruciare il parco. La risposta fu che il fuoco ripuliva la foresta e ne permetteva la rigenerazione. Evidentemente avevano ragione. Nelle polemiche sugli incendi dell’estate in Italia, c’é chi ha fatto notare che sono facilitati dal fatto che non si manutengono più i boschi, e questo facilita l’azione dei piromani