Sibelius

Il pezzo conclusivo del concerto di stasera era la seconda sinfonia di Sibelius, un’opera bellissima che ascolto spesso ma che eseguita dal vivo assume una dimensione ancora più coinvolgente.

Se volete regalarvi un’ora di godimento, mettetevela sull’ipod (di sicuro mio cugino Guglielmo ve ne può suggerire una buona versione in edizione economica) e poi ascoltatela al tramonto, meglio se con delle buone cuffie, guardando gli alberi con le foglie già tinte d’autunno.

Mentre la musica si espande, non fate nulla, gurdate le foglie e ascoltate.

Se poi fate coincidere il finale con un bel tramonto, vi siete regalati un’ora di pace e di godimento.

Ho imparato

Ho imparato diverse cose in questi giorni: – Che nei paesini fuori dalle città non c’è illuminazione pubblica e attraversandoli la sera occorre grande attenzione – Che ai polacchi piacciono le radio CB , ho visto un sacco di auto con l’antennona – Che lungo le strade ci sono posti per comperare (o vedere?) pallet usati, mah… – Che le autostrade non ci sono e quelle che sono indicate come tali hanno comunque incroci a raso e semafori. – Che “Italia” in polacco si dice Wlosh o roba del genere e non si spiega il perchè – Che si mangia bene e si spende pochissimo – Che uscire da Cracovia in macchina il venerdì alle 5 è peggio che a New York (esperienza diretta in entrambi i casi) – Che c’è un forte anche se nascosto antisemitismo – Che gli ipermercati sono già arrivati e alla grande e sarà dura per la chiesa tenere tutti a casa la domenica con tutto quello che ne seguirà – Che un uomo (o una donna) costa meno di un pidistallo: ci sono persone agli angoli delle vie centrali che se se stanno tutto il giorno con un cartello a forma di freccia fissato su palo che indica un negozio o un bar poco distante. – Che “grazie” si dice “ginkuia” (non so come si scrive) ma suona come thank you e per ricordarmelo devo pensare all’ispettore Ginko di Diabolik – Che il volantinaggio è ancora una forma di marketing assai diffusa – Che ci sono un sacco di banche il che vuol dire che devono girare comunque un sacco di soldi – Che vota solo il 30% dei polacchi e quelli che non votano lo fanno perchè pensano che comunque non cambia nulla – Che nel medio evo il 25% del tesoro dell’imperatore veniva dal sale – Che ci sono un sacco di uffici postali – Che la grammatica polacca ha le coniugazioni per tutto, anche per i nomi di persona – Che ci sono un sacco di scuole di lingua straniera,vista come condizione per andarsene all’estero – Che non si vedono puttane per strada e nei 400 km da Varsavia a Cracovia ne abbiamo viste trre in tutto

Hummm

Hummm
Una bellissima città, Cracovia, un grazioso localino dove fare colazione, un buon caffé: come cominciare meglio una giornata da girovaghi?

Oswiecim

Oswiecim
E’ il nome polacco di Auschwitz. Una tappa è d’obbligo per continuare a rifiutarsi di capire.

Czestochowa

Czestochowa
Per capire la Polonia e per capire perchè c’è stato un papa polacco, una tappa al santuario della madonna nera di Czestochowa è d’obbligo.

Ambasciata Italiana

Ambasciata Italiana
Non ero mai stato in una ambasciata Italiana all’estero e mi capita l’occasione qui a Varsavia.

Mi ha invitato il responsabile dell’ufficio commerciale che ha saputo della mia presenza alla conferenza ISSE.

Il dr. Emilio Lolli è stato molto gentile e davvero interessato a capire cosa si potrebbe fare per aiutare le aziende Italiane che si occupano di sicurezza a sviluppare collaborazioni in Polonia.

Mi ha anche parlato di un grande piano Europeo che finanzierà la Polonia nei prossimi cinque anni e che è reperibile dal sito dell’Ambasciata.

Appena torno devo mandarlo ai soci CLUSIT.