Mentre parliamo dei vari progetti del Lifelong Kindergarden, nell’atrio stanno filmando una persona che ha entrambi i piedi sostituiti da protesi robotizzate.
Questo è il MIT.
Pensieri e riflessioni non solo sulla tecnologia ma su molte cose che mi fanno pensare
Dopo che Matthias ha spento le candeline di una "torta robot" che si è messa a suonare "Happy Birthday", e dopo che abbiamo visto l’utilizzo delle interfacce sonore e dei sensori applicati a Scratch, Marina, venuta su alla scuola Montessoriana, ah posto la questione del rapporto tra il reale e il virtuale, tra il toccare e il vedere.
La risposta di Liddy è stata pronta e ne abbiamo poi parlato a lungo durante la pausa caffé: è difficile dire cosa sia reale e cosa sia irreale nella mente di un bambino che sta giocando, per lui sono reali, secondo Piaget, non le cose che tocca fisicamente, ma le cose che sono per lui significative.
Liddy e Marina non finiscono di stupirmi per le loro conoscenze mai ostentate.
Fa riflettere un punto toccato da Liddy nella sua presentazione: a scuola ti insegnano a non copiare, formano perfetti individualisti, qui invece tutta la ricerca si basa sulla condivisione e sulla ricchezza che si genera nel condividere.
E’ fantastico vedere come i bambini si scambiano le idee e lavorano assieme a sviluppare progetti a più mani da un capo all’altro del mondo.
E’ un approccio che cambia il mondo e a pranzo discuto con Daniel le implicazioni economiche di un simile approccio rispetto al modello calvinista del capitalismo, gli racconto dei discorsi di John Chambers della Cisco sulla necessità delle imprese di colaborare per crescere e di come questi concetti aprono contraddizioni e pongono dilemmi di non facile soluzione: è la rivoluzione del web.
Liddy ci aspetta al laboratorio LEGO al Media Lab dove lei lavora con Mitch Resnick e ci spiega cosa si sta facendo in questo posto a metà tra il paese dei balocchi e la tecnologia.
Facciamo anche un giro degli altri laboratori (in silenzio e senza disturbare) e si respira un’aria davvero speciale.
Liddy ci presenta alcune delle ricerche che stanno facendo e poi una presentazione specifica del progetto Scratch e delle sue implicazioni di quanto sia "rivoluzionario" il concetto di condividere non gli artefatti, foto o video su Flickr e YouTube, ma i procedimenti e condividerli con gli altri che possono riutilizzarli per sviluppare e migliorare le idee di partenza.
In somma: un inno all’opensource.
Sono davvero contento perchè per i ragazzi del gruppo è davvero un’esperienza unica.
Volevamo aragoste e clam chowder per festeggiare Liddy e abbiamo scelto un posto che solitamente va bene.
Legal Seafood ha diversi risstoranti a Boston e questo in Ames street non doveva fare eccezione, in realtà è stato un mezzo disastro con il piatto servito appena tiepido (segno che era stato solo riscaldato, male, al microonde).
Ho molto britannicamente chiesto al cameriere se è normale che le cozze e le aragoste siano così tiepide e il ragazzo è impallidito e ha detto che chiamava subito qualcuno ed è arrivato il manager a cui ho semplicemente fatto toccare la chela gelida.
We are terribly sorry, e ha proposto di rifare ttti e otto i piatti, ma molti avevano comunque mangiato l’aragosta anche se tiepida e, complice il buonumore, non l’abbiamo messa giù dura: ah gli italiani!
Le due che comunque abbiamo fatto sostituire ci sono state servite dallo chef in persona che è venuto a scusarsi di persona per l’imperdonabile incidente, non c’è che dire una "gestione della crisi" svolta da manuale, con sconto finale sul conto, non adeguato alla qualità pessima ma, come si dice spesso, "quello che conta è il pensiero".
Dibattito finale al tavolo a proposito della mancia: io (sostenuto da Piero, memore del suo passato di cameriere estivo) irremovibile a non darla e gli altri a dire che il cameriere non aveva colpa. Secondo me non ha senso dare la mancia quando è chiaro che la cena è stata un disastro e il cameriere pur se vittima (dalla velocità con cui si è fiondato in cucina, temo non fosse la prima volta) deve prendersi la sua parte di responsabilità.
Incontrare Liddy (alias il prof. Liddy Nevile) è sempre una grande gioia e anche lei è felice di vederci.
Da un mese sta lavorando al progetto Scratch al Media Lab oltre che a quello del computer da 100 dollari con Negroponte e ci ha preparato qualcosa di speciale per il giorno dopo.
Adesso andiamo a cena.
Ci siamo comperati due radio Motorola T9500XLR che in condizioni ottimali (praticamente il deserto) arrivano a 25 miglia, quasi 40 kilometri.
A noi basta comunicare tra le due auto e Giulio era da mesi che insisteva per avere due radio "serie".
Le stiamo già usando e sono utili e divertenti, il tutto a 80 dollari.
I ragazzi (Piero, Giulio, Daniel e Chiara) stanno già raccontando da ieri il nostro viaggio, io volevo sistemare un pò le foto prima di farlo per lasciare che siano anche le immagini a completare il racconto e mentre scrivo sto caricando su Flickr le prime 60 anche se non sono stato troppo meticoloso nel rivederle. Le ho messe in un foto-set separato per facilitare poi la consultazione.
Boston è bella e piena di cose da fare e da vedere e la nostra agenda è davvero fitta.
Per fortuna (si fa per dire) il jet-lag mi fa svegliare che ancora il sole non si vede e quindi la giornata inizia presto.
Oggi abbiamo in programma una tappa da Best Buy a comperare due Walkie Talkie per comunicare tra le due auto visto che ieri sera io e Giulio siamo andati alla ricerca di un Wal-Mart che però non aveva nulla di decente a disposizione.