Parole di saggezza

CapoC’è uno spettacolino di danze tribali, certamente per turisti ma mi colpisce il discorso finale che fa il presentatore: siamo tutti uguali e il mondo si sostiene perchè ciascuno è indispensabile all’altro.

Un discorso di pace e fratellanza in un’america che sopporta sempre meno la guerra.

Per spiegare una danza racconta la leggenda della bambina che fu curata solo da una musica e dalla fiducia nella voce del Grande Spirito e anche queste sono parole rivoluzionarie in un’america che sembra travolta dai centri commerciali.

"…speaking words of wisdom, let it be…" .

Antropologia

AntroMolto interessante il mito della nascita dell’uomo secondo i Pueblo e i Navajos: saremmo emersi dalla terra e pur nella diversità siamo un popolo solo.

Questo mito mi incuriosisce e vado subito a comperarmi un libro che mi faccia capire meglio.

Il curatore del museo mi suggerisce anche un libro sui Navajos e visto che la mia cultua si ferma a Aquila della Notte alias Tex Willer, credo proprio che lo farò.

Braghe corte

CalzoniC’è caldo e siamo tutti in braghe corte, è un caldo secco e non fastidioso anche se al sole si sente eccome.

Visitiamo il centro culturale degli indiani Pueblo per farci un’idea sulle cose da vedere e da capire in New Mexico.

Venerdì 17

Albuquerque, una di notte: manca una valigia. C’è di che essere superstiziosi visto che è venerdì17.

Per fortuna, si fa per dire, era quella con solo le scarpe di Milena.

Fine prima parte

Siamo in aeroporto in attesa del volo per Albuquerque in New Mexico.

Con la visita al Moma e alla Frick Collection si è chiusa la nostra tappa di tre giorni a New York e la prima parte del viaggio sulla costa est degli Usa.

Entrambi i musei si sono rivelati fantastici e l’essere circondati da tanta stupefacente bellezza ha compensato ampiamente la follia del traffico di metà pomeriggio per uscire dalla città.

Piero e Daniel hanno “giocato” a cercare gli hot-spot per inviare i loro post e Piero ci è riuscito direttamente dalla macchina approfittando di un wifi lasciato aperto e della nostra velocità da lumache.

Un pò stanchi (stanotte abbiamo erano le due quando abbiamo finito di “fare il bucato” alla lavanderia del motel) ma tutti contenti.

Adesso ci aspetta il West e spero un albergo con connessione internet: ho un sacco di foto da sistemare e alcune sono già pronte per il blog.

Sfogliatelle a Lower Manhattan

Carol ci fa da guida a Lower Manhattan (Chinatown, Little Italy, Village, Soho) e stamattina dopo colazione a casa sua (Piero, Daniel e Chiara hanno approfittato della sua connessione internet per postare i loro racconti: andateli a leggere) abbiamo ascoltato il suo racconto dell’undici settembre di sei anni fa.

Una mezz’oretta per l’intervista sulla security in Europa che le avevo promesso (Carol é una giornalista) e poi partiamo per Lower Manhattan e la prima tappa è da Ferrara, il più famoso caffé a Little Italy e ci sono anche le sfogliatelle.

Ne prendiamo una a testa e “bridiamo” a Enrico il nostro bloggeramico partenopeo.

New York niente WiFi

Siamo a New York e non c’è wi-fi nel motel: poco male, scriviamo e pubblicheremo appena possibile.

Ieri a Flemington è andato tutto benissimo, Warren è stato un ospite gentilissimo.

La Mediateca è diventata proprio un bel posto, allegro, attivo, pieno di bambini e ragazzi che giocano e imparano. Mi resta solo un pò di amaro in bocca per l’ottusità di Desenzano che sta lasciando andare alla deriva una iniziativa così importante e innovativa.

Anche la cerimonia ufficiale è stata un bellissimo evento. I ragazzi si sono mescolati agli ospiti e hanno sostenuto brillantemente i “Where are you from?”, “How long will you be in the States?”, “Garda Lake, where is it?”

Alla fine è arrivato il sindaco accompagnato da alcuni membri della giunta e mi ha dato la “Chiave della città”: la cosa mi ha sorpreso ma mi ha fatto davvero piacere.

Il mio discorso è stato apprezzato (l’uso dei filmati è proprio un modo efficace) e spero che serva a Warren per far crescere ancora di più la Mediateca.

WOW !

Boston11_1336Prima di salutarci Mitch ci regala una scatola di Pico, i mattoncini intelligenti che ha lanciato la Playful Invention, l’azienda di cui è partner.

A tavola ci aveva mostrato come dire WOW con i gesti: tre dita per parte e la bocca a fare la O.

E’ proprio il caso di dire WOW, la scatola di Pico è davvero un regalo fantastico e inaspettato.