Una bella storia

Andrea Mameli racconta una bella storia sulla transumanza e la condensa così:

"Transumanza, credo di aver compreso, significa imparare a camminare alla giusta velocità. Accompagnare 14 mucche gravide e un vitello per 10 km, da mille metri di quota a 400 vuol dire tenere il passo adeguato alla loro andatura e significa anche fermarsi alla fontana e lasciar loro il tempo di ruminare. Questo ho appreso e questo trasmetto."

Un bel pensiero per iniziare un anno senza fretta.

 

One Reply to “Una bella storia”

  1. Mi succede che circa una decina di anni fa’ inizio ad ascoltare la musica di Mahler, su suggerimento di mio fratello “vedrai che ti piacerà, dagli un po’ di tempo e ti affezionerai”.
    Succede anche che l’azienda mi aveva dotato di cellulare nuovo dopo che lo avevo chiesto come benefit in cambio di una mattina al lavoro il 1 gennaio 2000 (il bago spaventava …); quel cellulare leggeva gli mp3. 11 i CD convertiti in Layer 3.
    Ricordo i viaggi in auto aziendale con cellulare aziendale e auricolare aziendale sull’orecchio destro e Mahler a basso volume sempre acceso. Ricordo la mia consapevolezza che il passaggio tra la traccia Titan III e Titan IV avrebbe significato SEMPRE e comunque uno spavento con contrazione delle braccia, quindi rallentavo. Ma che meraviglia (SEMPRE e comunque) quello che seguiva.
    “Mahler ? Che gusti strani … e poi scusa, dopo Beethoven cos’altro si può comporre ancora di più ?!?!”. Ehm ..
    Poi ho iniziato a riconoscerne i brani nei film, nelle pubblicità, e mi son detto “Ma allora non piace solo a me che di musica ne sa la metà di chi non ne sa nulla !” 😉
    Non sono un musicologo, sono un ascoltatore. Non comprendevo per quale motivo la musica del Gustav mi coinvolgesse così tanto, come mai si “legasse” così fortemente a quello che mi accadeva attorno. Ma che importava ? O meglio, importava, eccome, esisteva un “legame descrittivo” tra il significato del suono e il mondo. E volevo dire “tra il suono e il significato del mondo”.
    Torno ad ascotarlo.
    Grazie Gigi.
    Deiv

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