Guardo le montagne, immutate tra ieri e oggi, e decido che la musica che mi accompagni in questo sguardo sia il finale della terza sinfonia di Mahler.
Dopo aver descritto la natura, la nascita del mondo, raccontato cosa gli dicono gli alberi, gli uccelli, l'umanità e gli angeli, nell'ultimo movimento descrive con la musica "cosa gli dice l'amore soprannaturale".
Un tema dolcissimo che cresce fino a un trionfo finale che sembra non trovare la grandiosità adeguata fino a che la musica diventa una vera e propria esplosione di immensità sonora.
La versione diretta da Bernstein ha il vantaggio delle inquadrature sui suoi sguardi, sulla sua energia, sulla passione che questa musica suscita.
Mi succede che circa una decina di anni fa’ inizio ad ascoltare la musica di Mahler, su suggerimento di mio fratello “vedrai che ti piacerà, dagli un po’ di tempo e ti affezionerai”.
Succede anche che l’azienda mi aveva dotato di cellulare nuovo dopo che lo avevo chiesto come benefit in cambio di una mattina al lavoro il 1 gennaio 2000 (il bago spaventava …); quel cellulare leggeva gli mp3. 11 i CD convertiti in Layer 3.
Ricordo i viaggi in auto aziendale con cellulare aziendale e auricolare aziendale sull’orecchio destro e Mahler a basso volume sempre acceso. Ricordo la mia consapevolezza che il passaggio tra la traccia Titan III e Titan IV avrebbe significato SEMPRE e comunque uno spavento con contrazione delle braccia, quindi rallentavo. Ma che meraviglia (SEMPRE e comunque) quello che seguiva.
“Mahler ? Che gusti strani … e poi scusa, dopo Beethoven cos’altro si può comporre ancora di più ?!?!”. Ehm ..
Poi ho iniziato a riconoscerne i brani nei film, nelle pubblicità, e mi son detto “Ma allora non piace solo a me che di musica ne sa la metà di chi non ne sa nulla !” 😉
Non sono un musicologo, sono un ascoltatore. Non comprendevo per quale motivo la musica del Gustav mi coinvolgesse così tanto, come mai si “legasse” così fortemente a quello che mi accadeva attorno. Ma che importava ? O meglio, importava, eccome, esisteva un “legame descrittivo” tra il significato del suono e il mondo. E volevo dire “tra il suono e il significato del mondo”.
Torno ad ascotarlo.
Grazie Gigi.
Deiv
Scritto da: Deiv | 01/02/2012 a 11
E’ proprio come dici: c’è un legame descrittivo tra il suono e il significato del mondo.
Ma che arriva a legare il suono alla descrizione anche del mondo interiore e rende permeabile la membrana osmotica tra l’uno e l’altro.
Buon Anno.